Approfondimenti

20 novembre 2019

Pif, quello che non sapete sul Testimone attore e regista

di Giulia Sambo
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Ex iena, autore de Il Testimone, dal 2013 anche regista. Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, è uno dei volti più amati tra i personaggi dello spettacolo italiani. Siciliano doc, è riuscito a conquistare tutti noi con la sua passione per le inchieste giornalistiche, sempre contraddistinte da una frizzante dose di autoironia condita dal mix vincente goffaggine-sfacciataggine.

Ebbene, dopo La mafia uccide solo d’estate che ha diretto e interpretato vincendo l’European Film Award per la miglior commedia, Pif è tornato sul grande schermo con la pellicola drammatica In guerra per amore accanto a Miriam Leone. Ha figurato come attore in diversi film fino a diventare il protagonista, nel 2019, di Momenti di trascurabile felicità con la regia di Daniele Luchetti.

Ci siamo resi conto di sapere davvero troppo poco sul suo mondo; ecco quello che abbiamo scoperto di lui curiosando sul web.

Ma perché Pif? Ci siamo arrivati tutti, prima o dopo: Pif è una sorta di diminutivo simpatico di Pierfrancesco, ecco perché la gente lo chiama così. Ma forse non sapete che a inventarlo è stato Marco Berry, suo collega a Le Iene, durante un servizio televisivo; a Pierfrancesco è piaciuto a tal punto da decidere di utilizzarlo come nome d’arte.

Amore top secret. In questi anni abbiamo notato una cosa: Pif esita a parlare della sua vita sentimentale. In realtà è stato felicemente fidanzato con la conduttrice e blogger Giulia Innocenzi. Nonostante i 13 anni di differenza d’età, la coppia ha vissuto una bella storia d’amore che, ahimè, è finita qualche mese fa. In casa lei cucinava e lui si limitava a lavare i piatti; la ricetta più buona mai preparata da Pif sono stati gli spaghetti con il pesto Buitoni. Che sia stato questo il motivo della rottura?

We missed you, Testimone! Lo guardavamo tutti, Il Testimone, programma d’inchiesta in onda su MTV che ha approfondito senza filtri le più svariate tematiche d’attualità. Un paio d’anni fa il format è tornato sul piccolo schermo con quattro storie girate negli Stati Uniti; sotto i riflettori, questa volta, i miti e le follie della vita d’oltreoceano, vissuti in prima persona da Pif e dal suo amico Mauro Casciari. Se la nostalgia è forte, andate alla ricerca delle repliche su internet.

Pif figlio d’arte. Due giorni dopo la Festa della Repubblica, il 4 giugno 1972, Mariolina Caruso ha dato alla luce Pierfrancesco. Tra la mamma maestra di scuola elementare e il papà regista (Maurizio Diliberto), Pif ha scelto di seguire le orme del secondo. All’età di dieci anni ha cominciato ad appassionarsi di cinema e dopo il liceo ha imparato i trucchi del mestiere a Londra. Anni dopo ha avuto la possibilità di assistere Franco Zeffirelli sul set di Un tè con Mussolini.

Popolare, dunque criticato. Dopo il grande successo de Il Testimone, Pif è diventato testimonial per la Tim. Se anche voi avete pensato, solo per un attimo, che avrebbe potuto evitare… alzate la mano. Il conduttore ha rilasciato una dichiarazione per giustificare la sua scelta: l’accordo con l’operatore telefonico avrebbe permesso la costruzione di un museo dell’antimafia a Palermo.

Un modello: Ettore Scola. Voce spezzata, parole interrotte. Non sono caratteristiche che appartengono a Pif. Eppure è così che ha reagito alla morte di Ettore Scola, grande professionista che lo ha ispirato nel lavoro e nella vita. “Il mio sogno di partenza quando ho girato il primo film era proprio questo – ha raccontato – riuscire come faceva Scola a tenere insieme le due cose, a far incontrare la Storia con la S maiuscola con la storia del film”.

Sicilia, Sicilia, Sicilia. Pif ama profondamente la sua terra e lo dimostra girando film che parlano di essa. Dopo La mafia uccide solo d’estate, è tornato a parlare di Sicilia con In guerra per amore, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella trama ci sono amore, Storia e mafia. Se non l’avete già fatto, sono entrambi da vedere.