Approfondimenti

29 novembre 2017

Polaroid: l’horror delle mode istantanee

di Anna Pertile
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La Notorious Pictures ha ritardato l’uscita nelle sale italiane di Polaroid, prevista per il 30 novembre 2017 e ora in attesa di data nel primo trimestre del 2018.
Gli adolescenti, che sentono il bisogno di provare il loro coraggio al mondo e a se stessi, avranno un nuovo film del loro terrificante genere preferito.

Il target del film sono proprio i teen e lo palesa sia il contesto in cui si sviluppa la storia (scuola), sia alcune tematiche che trapelano dal trailer, come lo sceriffo che non crede ai ragazzi proprio come gli adulti non prendono sul serio i giovanissimi.

E dei teen è anche la moda delle Polaroid, o meglio delle istantanee. Oggi tantissimi ragazzi, ma soprattutto ragazze, hanno sul loro comodino appoggiata una fotocamera istantanea. Il modello più gettonato è la Fujifilm Instax Mini 9 dal colore pastello, azzurro tenue o rosa pallido, che su Amazon o Ebay si può trovare al modico prezzo di 69 euro. Avete capito bene: la Fujifilm ha battuto in popolarità il marchio re delle istantanee che ha segnato la storia della fotografia; pur essendo l’originale, la Polaroid è meno accessibile nei prezzi. Infatti la macchina equivalente alla Instax Mini è la Polaroid PIC-300, il cui costo Amazon è 99€.

Anche le star del cinema sono state travolte dal trend ed esiste addirittura una pagina Tumblr dedicata alla raccolta di tutte le istantanee delle celebrità di Hollywood. Ecco alcuni esempi: Kristen Stewart, Ellen Page, Jennifer Lawrence e Anne Hathaway.

 

Lo simpatico scatto della Hathaway è esplicativo del perché questi scatti analogici siano tornati nell’epoca digitale, affascinando soprattutto i Millennials. Le istantanee, lo dice il loro nome, catturano l’attimo, qualunque esso sia. Se le pose non sono perfette e le espressioni facciali discutibili, non importa. Se lo scatto viene troppo scura o sovraesposta, non importa. Anzi, acquistano maggiore fascino.
Non sono gli infiniti selfie scattati con lo smartphone di cui poi se ne salverà uno, dopo averlo modificato con mille filtri. In queste foto è sempre buona la prima.

La magia sta nel scattare, sentire quel rumore macchinoso e vedere uscire un pezzetto bianco di pellicola. L’incanto sta nell’attendere che le immagini prendano forma pian piano, con il tempo necessario.

L’immediatezza della soddisfazione dei propri bisogni e la frenesia del 21esimo secolo scompaiono grazie a queste macchine. Si torna indietro nel tempo. Al tempo in cui per ammirare una foto, si doveva finire il rullino e portarlo a sviluppare. In quei magici momenti in cui ci si riuniva attorno a un telo bianco per guardare le diapositive delle vacanze in famiglia. Questi scatti dal sapore anni ’80 (che abbiamo visto andare forte anche al cinema) rimangono in bilico tra due epoche.

Resta un dubbio, però. Il fattore modaiolo toglie valore alla magia delle istantanee? Quanto è distante il mainstream dalla consistenza dei prodotti?

Personalmente, ho un’unica certezza: il fastidio che provo nel vedere articoli che hanno segnato delle epoche, come i chiodi di pelle, tornare in tendenze poco durature.