Approfondimenti

6 aprile 2017

Power Rangers, supereroi, marketing & LGBT

di Marco Rizzini
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Cosa posso dirvi dei Power Rangers? Mi ricordano la giovinezza. Ed è già un partire avvantaggiati, nel mio sistema di valori.

Al contempo, la verità è che già all’epoca mi facevano proprio schifo e che non li rispettavo nemmeno un poco. Il tutto è che io ero già troppo grande per amarli. Di qualche anno appena, dato che mio fratellino invece li guardava in tv e aveva gli ometti. Le action figures, si direbbe adesso in inglese forbito. Io ero già troppo grande e sognavo il motorino, non dei supereroi mascherati.

Però mentirei, se non ricordassi benissimo l’influenza totalizzante che hanno avuto sul nostro immaginario. Un fenomeno di costume globale, una moda, un merchandising sfrenato. Cartelle, astucci e quaderni. Secondo me i Masters erano gran più fighi. Volete mettere il muscolo biondo di quel gran manzo di He-Man con questi ragazzetti in tuta colorata?

In ogni caso, anche a distanza di oltre vent’anni il fenomeno dei Power Rangers pompa ancora. Sono cinque liceali che per qualche motivo diventano paladini della Terra contro una qualche forza aliena. E sono amati dai bambini di adesso e dai bambini dell’epoca.

È un film che sta facendo parlare di sé per aver introdotto il tema LGBT nel mondo della cinematografia per bambini, benché è proprio di qualche settimana fa il primo bacio omosessuale in un film Disney, con il revamp de La Bella e la Bestia. Una astuta mossa di marketing? Uno sperare in una critica compassionevole nonostante tutto per il “coraggio” di parlare di questa tematica?

Vi saprò dire il mio pensiero dopo averlo visto. Power Rangers esce nelle sale giovedì 6 aprile.

PS: Difficilmente comprerò il cofanetto Blue-Ray appena disponibile, mi sento di scommetter preventivamente cinque euro su questa mia affermazione.