Approfondimenti

15 marzo 2018

Rachel: nuova eroina del 1800 inglese?

di Sara La Cagnina
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“Did she? Didn’t she? Who was to blame?”

Ovvero “L’ha fatto? Non l’ha fatto? Di chi è la colpa?”. Nessuno sembra avere una risposta convincente alla questione, che rimane anche dopo i titoli di coda. È l’enigmatica Rachel davvero un’assassina o si tratta solo di un grande equivoco?
Facciamo però un passo indietro.

Prima di tutto, il film di cui stiamo parlando è Rachel, in uscita il 15 marzo nelle sale italiane, offerto dal regista Roger Michell. Il titolo è la trasposizione cinematografica del romanzo Mia cugina Rachele di Daphne du Maurier, pubblicato nel 1951.

Il film è ambientato nei primi anni del 1800 in Inghilterra e vede come protagonisti due figure il quale rapporto rappresenta il fulcro della storia. Da una parte abbiamo Philip Ashley, giovane orfano che, alla morte dello zio Ambrose, riceve in eredità la proprietà terriera di quest’ultimo. Philip è un ragazzo silenzioso e tranquillo, concentrato sul suo lavoro e sui suoi cani che, come specifica nel film, considera le uniche donne della sua vita. Si tiene lontano dal genere femminile, senza provare particolare interesse per nessuna ragazza tranne che una dolce amicizia con Louise, figlia dell’avvocato di famiglia.
Il già freddo sentimento verso il genere femminile sembra solo che peggiorare quando riceve notizia della morte del caro zio, avvenuta poco dopo il matrimonio con Rachel, una misteriosa cugina incontrata dall’uomo durante un soggiorno in Italia.

Dall’altra parte abbiamo Rachel. Incantevole, enigmatica, passionale.
Rachel si dimostra essere una donna furba e intelligente, in grado di conquistare coloro che la sfiorano con lo sguardo. E’ capace di mostrare grande empatia e sofferenza per la morte del marito, assumendo il ruolo di vedova angosciata e innamorata. Quando i due si incontrano, Philip non potrà fare a meno di cadere vittima del fascino della dama, tanto da perdere il punto di vista sulla realtà.

E’ la donna con la quale ora condivide la casa davvero l’assassina che pensava?

Rachel è solo una delle tante donne che sono state protagoniste di romanzi, e successivamente pellicole, ambientate nel 19esimo secolo inglese. I romanzi dell’epoca, cosiddetti romanzi rosa, sono colmi di eroine sofferenti per amore o testarde e pronte a prendere un posto nel mondo. Ecco le più ricordate.

Elizabeth Bennet
La protagonista di Orgoglio e Pregiudizio, che abbiamo vista interpretata da Keira Knighley nel film di Joe Wright, è forse uno dei personaggi femminili più amati di sempre. Nata dalla penna di Jane Austen, rimane l’eroina simbolo della rivoluzione femminista del tempo. Alcuni dei tratti per i quali è più amata, allora come oggi, sono il suo grande amore per la famiglia, soprattuto per le sorelle, la grande passione per la lettura e soprattuto l’aspetto dell’amore. Elizabeth non lascia che nessun uomo, nemmeno il ricco Mr Darcy, decida il futuro per lei. Qualsiasi relazione o rapporto, deve avvenire secondo le sue regole.

Jane Eyre
La protagonista che vede la luce grazie a Charlotte Brontë è la protagonista del film del 2011 con protagonista Mia Wasikowska. La donna viene descritta dalla stessa autrice come poco attraente, un elemento già questo che la differenza da molte protagoniste femminile che fanno del loro aspetto fisico un simbolo di influenza sociale. Jane non vuole un matrimonio e l’obiettivo della sua vita è quello di mantenere la libertà. Questo contrasto con la società patriarcale a cui appartiene provoca numerose punizioni per la giovane, ma Jane, testarda e decisa, non rinuncia mai ai suoi valori, nonostante i castighi della zia. Anche quando accetta il matrimonio con Mr Rochester, lo fa nel momento in cui entra in possesso di un’importante eredità. Insomma, Jane sa di non essere inferiore al suo partner, e accetta la proposta solo quando può essere veramente considerata sua pari.

Catherine Earnshaw
La protagonista del film prodotto nel 2011 interpretata da Kaya Scodelario nasce dalle pagine del romanzo di Emily Brontë, sorella della Charlotte proprio autrice di Jane Eyre. Catherine si differenza da molte dame dell’epoca per la sua infanzia. Al posto di essere cresciuta da candelabri di cristallo e vestiti da ballo, Catherine è uno spirito libero e selvaggio. Adora passare il tempo all’aria aperta, correndo a pieni nudi tra le proprietà della famiglia e divertendosi con l’amico Heathcliff. Nonostante successivamente diventi proprio una di quelle dame di corte e mogli modello spostata ad un ricco uomo in grado di mantenerla per la vita, la sua natura ribelle non si eclisserà mai del tutto ma anzi, confluirà in una passione sempre più forte che solo Heathcliff sembra in grado di soddisfare.

Insomma, l’unico modo di decidere se Rachel rientri o meno in questa categoria sembra quello di guardare la pellicola. Voi siete pronti?