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5 ottobre 2017

“Renegades” italiani: quando la realtà supera la fantasia del cinema

di Anna Martellato
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“Renegades” italiani: quando la realtà supera la fantasia del cinema

Sbarca oggi, 5 ottobre, al cinema Renegades – Commando d’assalto e capiamo subito che non è il caso di scherzare troppo, con questi ragazzoni.

Il film d’azione diretto da Steven Quale con J.K. Simmons ed Ewen Bremner, scritto e prodotto da Luc Besson, racconta le imprese di un team di Navy Seals in missione in Bosnia, durante la guerra. Il team viene a conoscenza di un tesoro d’inestimabile valore nascosto dai nazisti e rimasto sepolto sul fondo di un lago per decenni. Il gruppo indisciplinato di soldati, che doveva agire in sordina, si macchia di azioni eclatanti e sconsiderate che creano scompiglio nelle Forze Speciali Navali degli Stati Uniti d’America. Così, pur armati (anche) di buone intenzioni, pur senza autorizzazione la squadra intraprende la pericolosa missione, la squadra era decisa a recuperare i preziosi lingotti e restituirli alla popolazione. Avranno una sola notte prima di essere neutralizzati dai nemici o venire radiati dalla Marina.

Narrativamente avvincente, il film esce al cinema con M2 Pictures e avrà un posto d’onore nei film del weekend.

Ci fa inoltre pensare ai nostri Navy Seal, che con le loro azioni hanno fatto e fanno la differenza nell’ambito dello scacchiere internazionale in diversi scenari. Ma chi sono i Navy Seals italiani? Se in USA ci sono i Marines, in Italia ci sono gli Incursori del GOI.

Cos’è il GOI? Acronimo di Gruppo Operativo Incursori, il GOI è una delle due articolazioni del COMSUBIN, Comando Subacquei e Incursori, e costituisce la componente di Forze Speciali della Marina Militare. Il GOI trae le sue origini dalla Decima Flottiglia Mas della Seconda Guerra Mondiale che, con le sue azioni, riuscì ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate.

Capacità, flessibilità e autonomia. Niente da invidiare ai Navy Seals statunitensi: capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Non è cosa da sottovalutare, in scenari come quelli attuali di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica. Anche con l’intervento di piccole unità non convenzionali, particolarmente addestrate ed equipaggiate.

Nello scacchiere internazionale. È in questo difficile contesto gli Incursori della Marina costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli e ambigue del momento perché in grado di proporre soluzioni concrete e di garantire all’autorità politica un’ampia libertà d’azione con un impegno limitato.

È la strategia che conta, baby! A volte la realtà supera la fantasia, il film. Perché la sicurezza del nostro Paese dipende anche dal lavoro del GOI. Ne fanno un assetto strategico di primo piano: la capacità di soddisfare requisiti politici, militari, economici e psicologici, di operare anche in clandestinità o in condizioni di isolamento, in unità tattiche di ridotta entità numerica, in contesti non permissivi o ostili, sapendo muoversi in qualunque ambiente, utilizzando tutti i mezzi, gli equipaggiamenti ed i sistemi d’arma necessari all’assolvimento della missione.

(fonte informazioni: Ministero della Difesa)