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1 luglio 2018

Ricordando Brando: Ecco chi (non) è l’attore più magnetico del cinema

di Anna Martellato
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Ricordando Brando: Ecco chi (non) è l’attore più magnetico del cinema

Otto candidature, due Oscar, magnetico, ribelle, anticonformista, duro ma sensibile.
Definire Marlon Brando non è facile. Perché non è stato un attore come gli altri, ma ha segnato la storia del cinema e il modo di essere attori.

Da Un tram che si chiama desiderio, che lo consacrò, spalancandogli le porte del successo (e rimanendo bene impresso nelle fantasie femminili, dato il suo incalcolabile fascino), fu un’escalation: Il Selvaggio, Il Padrino, Ultimo tango a Parigi e Apocalypse Now, dove la sua apparizione nelle fasi finali del film fu osannata dai critici.
C’è chi l’ha definito il migliore attore di sempre. Al Pacino ha detto che recitare con lui “è come recitare con Dio.

Nato in Omaha il 3 aprile del 1924 e scomparso il primo luglio 2004, quindi quattordici anni fa a Westwood, tutti sappiamo chi è Marlon Brando.
Oggi vogliamo dirvi in cinque punti chi non è.

Non è (solo) un sex symbol
Marlon Brando è stato molto di più: il suo sguardo intenso non è mai stato da semplice divo da copertina, ma da attore di grande spessore. Se guardate bene nei suoi occhi c’è una traccia, un fondo cupo indecifrabile che lo ha resto una vera e propria icona.

Non è solo “maschio”.
Una virilità prorompente, assoluta, che disarma. Ma non è mai esibita. La risolutezza del suo essere uomo trascende la definizione di “macho” tout court. È per questo che Brando si distacca dal resto di attori della sua generazione (e non), incarnando un prototipo di uomo che accosta alla durezza la sensibilità.

Non è solo un attore.
Se domani vi chiedessero di ritirare la statuetta agli Oscar, non so voi, ma noi ci andremmo praticamente cantando e facendo le capriole. Invece Brando no. Era il marzo del 1973. La seconda statuetta vinta dall’attore per Il Padrino, non fu ritirata da lui, ma da una giovane Apache, Sacheen Littlefeather. E scrisse una lettera che è ancora un atto d’accusa contro il potere e contro lo sterminio commesso contro gli indiani d’America.

Non è solo bello.
Bello da morire, aggiungiamo. La cosa che più ha fatto di Marlon Brando quello che è stato ed è ancora oggi, è il suo modo di interpretare i personaggi. Le pulsioni psicologiche interne emergono e si impongono, tenendo ancorati alla poltroncina gli spettatori.

Non è imitabile.
Per quanto anche l’uomo più bello della terra si sforzi di imitarlo, non ci riuscirà mai. Perché? Perché il suo stile è fatto di piccole cose che messe insieme sono qualcosa di unico: atteggiamenti, piccoli gesti unici, quella sua espressione quasi contrariata che nel fondo ha qualcosa di sfuggente, rendono il marchio “Brando” davvero inimitabile.