Approfondimenti

30 novembre 2017

Ridley Scott e il caso Blade Runner

di Sara La Cagnina
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Il regista Ridley Scott marca, oggi 30 novembre, il segno degli 80 anni.
In occasione del compleanno del regista, abbiamo deciso di parlarvi di uno dei suoi film. Uno di quei film però, che ha fatto la storia del cinema, rimanendo nei ricordi di quelli che sarebbero diventati entusiasti ammiratori in tutto il mondo. Il caso di Blade Runner ha infatti una storia particolare per Ridley.

Rlasciato nei cinema nel 1982, ha ottenuto due candidature agli Oscar l’anno successivo, e un incasso totale di 32 milioni di dollari, distribuito soprattuto nel continente asiatico e europeo. Tra il cast risaltano nomi di risalto tra cui Harrison Ford, Rutger Hauer e Sean Young.

La pellicola è stata una delle prime ad essere ambientata in uno scenario distopico post-apocalittico segnato nell’anno 2019. La trama vede il protagonista Rick Deckard, poliziotto specializzato nella caccia ai droni, incaricato di trovare ed eliminare cinque replicanti fuggiti da una colonia spaziale.

La versione uscita quel 25 giugno però è solo una delle versioni disponibili. Nel 1992 esce infatti il cosidetto Director’s Cut.
Quali sono le differenze principali? I quattro sostanziali cambiamenti rispetto alla pellicola originale sono:

1. Sono state tolte le voci fuori campo di Rick Deckard (Harrison Ford)

2. Non viene inserito il lieto fine che troviamo nella Workprint Edition dopo i titoli di chiusura. La scena finale del film rimane ambigua e confusa, caratterizzata da un alone di mistero e aspettativa.

3. Un’altra differenza, forse la più importante, è che questa versione contiene il sogno di Deckard. Nel sogno, il personaggio insegue un unicorno, che riporta all’origami che Gaff lascia nel suo appartamento. Questo elemento fornisce una nuova interpretazione al film, una in cui i ricordi di Deckard sono artificiali, rendendolo quindi un replicante proprio come Rachel.

4. Infine, questa è l’unica versione che corregge un errore presente nelle altre: si è sempre detto infatti che i replicanti fuggiti dalle colonie sono sei, mentre nei film se ne presentano solo quattro, più uno catturato. Nel Director’s Cut viene invece specificato che si tratta di due replicanti morti, non più solo uno.

Sarà solo nel 2007 che il regista riuscirà ad avere una totale autonomia artistica sulla pellicola. Il rilascio del Final Cut è avvenuto in occasione del 25esimo anniversario del titolo, e riporta alcuni piccoli cambiamenti. Viene inserita per la prima la versione integrale del sogno di Deckard e si lascia libertà alle scene di violenza presenti nella versione internazionale che furono in passato eliminate. Principalmente si tratta però di miglioramenti estetici, tra cui troviamo una risincronizzazione delle voci e un restauro dell’immagine e del suono grazie alle nuove tecnologie a disposizione.

Se uniamo la recente uscita nelle sale di Blade Runner 2049 con il compleanno di Ridley, una visione della prima parte della saga, magari scegliendo proprio il Final Cut del regista, sembra un ottimo programma.

Vi lasciamo quindi con una citazione dell’autore, che sembra essere il punto di partenza per le creazione delle grandi opere che lo vedono protagonista, oltre che uno spunto di riflessione per chi, guardando al cielo, non se lo fosse mai chiesto: “Come puoi pensare all’universo e non sentirti insignificante?”