Approfondimenti

7 novembre 2017

Rivoluzione d’ottobre: 100 anni e 2 film su Anastasia

di Anna Martellato
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Cent’anni dalla Rivoluzione d’ottobre. Cent’anni dall’evento che cambiò per sempre il mondo, non solo la Russia.
Una rivoluzione bolscevica, ma anche “un’assurdità logica”; come l’ha chiamata Paul Berman in un illuminante approfondimento su IL (magazine del Sole 24 Ore). Infatti, la presa del potere in Russia da parte dei bolscevichi è stata un caso, ma tutti l’hanno interpretata come il destino (quello scritto da Marx).

Oggi si ricordano i cent’anni dalla Rivoluzione: quella dei primi mesi del 1917, con il rovesciamento dello Zar e la sua abdicazione. Quella dei partiti democratici che istituì un tirannia inedita, che nemmeno Lenin si aspettava. Quella che da Rivoluzione si trasformò nell’inizio del totalitarismo.

Lenin resta un personaggio chiave in tutta questa storia, senza del quale nulla o poco sarebbe accaduto: è stato l’incarnazione del potere delle masse, ossia i Soviet, gli operai, i contadini, i soldati. L’insurrezione che si concluse con successo a Pietrogrado. Fu così che nell’Ottobre rosso, ovvero il 6-7 novembre (nel calendario giuliano utilizzato in Russia era il 24 e il 25 ottobre), i bolscevichi di Lenin prendono il potere, costituendo un governo rivoluzionario che si espanse in tutti i territori dell’Impero Zarista e nel 1922 viene costituita l’Unione Sovietica. Con la morte di Lenin nel 1924, fu eliminato Lev Trockij e con lui ogni avversario. Iniziano le purghe, il Terrore e la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, dove il mondo si liberò di un dittatore stringendo un patto e costituendone un altro, ovvero Stalin.

In mezzo a tutti questo ci sono loro, i Romanov. La seconda dinastia imperiale russa ascesa al trono e che regnò per 300 anni. L’ultimo Zar fu Nicola II. Condannato a morte dai Soviet, fu fucilato assieme alla sua famiglia a Ekaterinburg. Attorno a loro ha aleggiato per anni (e forse ancora oggi) un alone di mistero. In molti credettero che due dei giovani Romanov si fossero misteriosamente salvati, perché tra i membri della famiglia trucidata mancavano proprio loro, Alessio e Anastasia. Soprattutto su di lei, Anastasia, il mistero si infittisce. Ed è allora che le chiacchiere, le fantasie danno vita a storie, leggende. A volte a favole.

Ecco due film che parlano della principessa Anastasia, l’ultima dei Romanov. Che siano chiacchiere, leggende o solo favole, il cinema le ha fissate nella pellicola, entrando nella nostra memoria e sovrapponendosi alla realtà. O forse raccontandola, chissà…

Anastasia – 1956
Una splendida Ingrid Bergman dà vita ad Anastasia Romanov in questa pellicola che lascia una traccia di sé nella filmografia dell’eccidio della dinastia russa dello zar Nicola II.
Siamo a Parigi. Alcuni emigrati russi sono andati spillando quattrini a vari membri della colonia russa. Tra questi, c’è il generale Bunin, con la scusa di fare ricerche della granduchessa Anastasia, che si dice sia scampata all’eccidio della famiglia imperiale. Nel 1928 gli audaci avventurieri, per trovare ancora qualche credito, si vedono costretti a presentare una fittizia Anastasia: se la truffa riuscisse potrebbero inoltre impadronirsi di un’ingente somma che Nicola II aveva depositato alla Banca d’Inghilterra. La scelta di Bunin e dei suoi amici cade su una povera ragazza, Anna Korff, che non ricorda nulla della sua vita e ha passato lunghi anni al manicomio.
Nel 1957, sessanta anni fa, questa pellicola, diretta da Anatole Litvak, ha permesso ad Ingrid Bergman di vincere l’Oscar come migliore attrice protagonista.

Anastasia – 1997
Magari non sarà famosa come una principessa Disney, ma Anastasia, protagonista dell’omonimo cartone animato della 20th Century Fox, incanta. Come incantano le canzoni, l’atmosfera di ghiaccio e neve. Spavalda e sveglia, dolce e malinconica, ricorda un passato che si affaccia a poco a poco nella sua memoria.
Il film d’animazione  è uscito nel 1997, vent’anni fa, e racconta la storia partendo da San Pietroburgo nel 1916. Lì viveva una giovane principessa di nome Anastasia, figlia dei Romanov. Tornato dall’esilio, il malvagio Rasputin aveva giurato di vendicarsi della famiglia. Ecco scoppiare in tutto il Paese la Rivoluzione che distrugge gran parte dei Romanov. Con l’aiuto del garzone Dimitri, l’imperatrice madre Maria e sua nipote fuggono verso Parigi. Ma all’ultimo Anastasia non ce la fa, perde la memoria e a 18 anni è un’orfana di nome Anya. Ma conserva una collanina, con la scritta “Insieme a Parigi”. Anya vuole scoprire la propria identità. Intanto Dimitri si sta dando da fare per trovare una ragazza che riesca a convincere l’anziana Maria che Anastasia è ancora viva.