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3 aprile 2018

Settimana dell’Astronomia: come è cambiato l’Universo al cinema?

di Anna Martellato
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Settimana dell’Astronomia: come è cambiato l’Universo al cinema?

Come è cambiato lo spazio per chi lo guarda da una poltroncina al cinema?
Che concezione ha lo stesso cinema di quell’assoluta immensità di buio e silenzio? Ma anche di stelle, pianeti, galassia polvere interstellare e materia?

Scienza, tecnica e tecnologia avanzano, si affinano. Si imparano continuamente nuove cose sull’Universo. Dato che questa è l’ottava settimana nazionale dell’Astronomia, dal 1 al 7 aprile, quale occasione migliore per ripercorrere l’Universo visto dai film attraverso il tempo?

1902 – Viaggio sulla Luna

È un cult della storia del cinema, quando il cinema stava iniziando i primi, primissimi passi. Un corto, lo chiameremmo oggi, dato che il film (muto) dura 14 minuti. Ma per quel tempo, era un esperimento all’avanguardia. Regia di Georges Melies, tratto dai libri di Jules Verne Dalla Terra alla Luna e Il primo uomo sulla luna di H.G. Welles, racconta di un gruppo di astronomi che partono per la luna dentro una capsula gigante sparata da un cannone. Una volta arrivati sulla superficie lunare vengono catturati dagli abitanti del pianeta ma riescono a scappare e a ritornare sulla terra.

1956 – Il pianeta proibito

Il film è ambientato nel 2000, dove la razza umana non è più politicamente divisa, ma è unita in un’unica federazione. Un incrociatore spaziale si dirige verso Altair-4: lì, vent’anni prima, una comitiva di esploratori terrestri è scomparsa. La spedizione si propone di fare ricerche e raccogliere sopravvissuti. Se davvero avesse visto i 2000 il regista, Fred M. Wilcox (il regista di Torna a casa, Lessie!) probabilmente sarebbe rimasto molto deluso dagli anni 2000. Niente viaggi interplanetari e un’umanità ancora divisa. In questo film, candidato all’Oscar nel 1957, troviamo composte e ordinate uniformi grigie sagomate, pianeti bellissimi (con tanto di laghetti, orchidee e salici piangenti), mentre le protagoniste femminili sono femminili: belle, formose, sinuose, con boccoli biondi e visini da bambola. Grandi sale comandi nelle navi spaziali, con pulsanti colorati che non fanno altro che pulsare. Ah, e c’è un giovanissimo Leslie Nielsen… e Robbie, un robot con una “forza formidabile”, che potrebbe benissimo essere il nonno di R2D2.

1967 – Barbarella

Dieci anni dopo Il pianeta proibito la società è cambiata, la rivoluzione (anche quella femminile) avanza, il sesso non è più un grande tabù e le donne iniziano a mostrare le gambe, e non solo quelle. Questo è il nostro mondo e il cinema lo riflette. La contestazione sbarca così nell’Universo con Barbarella e crea il mito Jane Fonda. Questa la trama: nell’anno 40.000 dopo l’era barbarica della “contestazione globale” Barbarella sta dirigendosi verso Venere a bordo della sua nave spaziale. Il presidente terrestre le ordina una missione speciale: rintracciare lo scienziato Durand Durand, scomparso da qualche anno con il segreto del raggio positroni, potente e infernale mezzo di distruzione. Il futuro della Terra dipende da lei. Durante la missione Barbarella incappa nelle avventure più imprevedibili: un pianeta che è una specie di Sodoma e Gomorra, con peccatori, rivoluzionari e angeli. Iconico.

1977 – Star Wars

Il primo film di George Lucas, alla fine degli anni ’70, è l’inizio di una grande saga, un franchise colossal di fantascienza cinematografica che non conosce confini di merchandising (tra spin off televisivi, romanzi, fumetti, videogiochi), né di salti spazio-temporali. Dopo questo primo, mitico episodio, sono seguite subito altre due pellicole, che insieme costituiscono la “trilogia originale”. Sedici anni dopo, nel 1999, Lucas gira una trilogia prequel. Oggi siamo alla fase sequel, con i diritti acquisiti dalla Disney. Una serie che vanta una schiera di fan e appassionati in tutto il mondo. Ma com’è visto l’universo in questo primo film? Uno scenario di retro-futurismo, di used universe: basta con astronavi lucide e perfette, basta abiti poco probabili. Ci sono tuniche, c’è una vaga aura profetica in tutto l’universo Jedi di Star Wars. E se la fantasia galoppa (letteralmente), la tecnologia non appare troppo, una scelta (vincente) per non farla apparire già superata dopo qualche anno.

1979 – Alien

Alien è il film capostipite, come Star Wars, di una fortunata serie di pellicole e fumetti. È considerato uno dei capolavori del regista Ridley Scott, e in generale uno dei migliori film di fantascienza della storia del cinema e ha inoltre lanciato Sigourney Weaver. Ha avuto tre sequel, due film ispirati al soggetto originale e con ambientazione anteriore e collegati con un’altra serie cinematografica, Predator. Nel 2012 è uscito il prequel Prometheus e nel 2017  Alien: Covenant. Nessun raggio interspaziale, nessuna spada cosmica fosforescente: in Alien l’Universo è come una fonderia. Ma soprattutto è splatter, canotte bianche, anfibi e sudore.

1987 – Balle spaziali

Arrivano gli anni ’80 e con loro una buona dose di spensieratezza. Dieci anni dopo, arriva Spaceballs, un’ironica versione di Guerre Stellari. Un film parodia prodotto, interpretato e diretto da Mel Brooks che non solo è parodia della saga Star Wars ma anche di altre famose serie del genere come Star Trek, Alien e Il Pianeta delle Scimmie.

1994 – Stargate

Letteralmente La porta delle stelle, Stargate è un film del 1994 diretto da Roland Emmerich, scritto da quest’ultimo insieme a Dean Devlin e con protagonisti Kurt Russell e James Spader. Lo sguardo si amplia: 8000 a.C. dove un giovane sciamano di una tribù viene rapito da un’astronave piramidale nella quale viene teletrasportato; 1928, in Egitto, dove viene rinvenuto un misterioso grande anello di pietra; 1994, con un’affiatata equipe di ricerca. Le nuove teorie sugli wormhole iniziano a farsi strada nel cinema e ci fanno viaggiare nel tempo, oltre che nello spazio. Anche i personaggi cambiano: non solo muscoli e mitragliatrici (o raggi laser), ma anche studiosi, un po’ sfigati e derisi da tutti… ma anche alla fine prevalgono e diventano eroi.

1997 – Starship troopers

Ehm, come detto, cambiano i personaggi… o anche no. Nel 1997 torna l’uomo duro che non deve chiedere mai: i marines interstellari esistono e vivono nel film Starship troopers.

2014 – Interstellar

Le tecniche si raffinano, il cinema ci dà la possibilità di esplorare l’Universo come mai prima. E tutto è sempre più reale, molto vicino alla scienza. In un futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico ha colpito duramente l’agricoltura. Un gruppo di scienziati, sfruttando un whormhole per superare le limitazioni fisiche del viaggio spaziale e coprire le immense distanze del viaggio interstellare, cercano di esplorare nuove dimensioni. Il granturco è l’unica coltivazione ancora in grado di crescere e loro sono intenzionati a trovare nuovi luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell’umanità.
Interstellar, diretto da Christopher Nolan, con Matthew McConaughey e Anne Hathaway uno dei migliori film degli ultimi 25 anni scelto dall’Internet Movie Database.