Approfondimenti

18 agosto 2018

Speciale Viaggio: Galway

di Anna Pertile
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Prima di partire assieme per questo viaggio verso le terre d’Irlanda, o meglio verso il suo mare, vi chiedo di cliccare play al video qui sotto.

La canzone che state ascoltando è la colonna sonora de La canzone del mare, film d’animazione del 2014. Dalla melodia e dal testo in gaelico potete cogliere un assaggio della magia che scorre in Irlanda. Nella poesia del film, nella sua tecnica sbalorditiva e nella bellezza de suoi colori si respirano il fascino incantato dell’isola.

Vi voglio raccontare Galway, una città portuale simbolo della bandiera verde-bianco-arancione.
Immaginate tante piccole casette una in fila all’altra, ognuna di un colore diverso, che si specchiano sul mare. Sono strette e affiancate su uno dei tanti moli di Galway e sono diventate la cartolina per eccellenza della città.

La vita tra mare e terra è il cuore dell’Irlanda, dei suoi abitanti e delle sue tradizioni. Le vie abitate ne sono testimoni, ma soprattutto le spiagge e porti. Provate a vedervi passeggiare lungo il mare, con un forte vento che si oppone ai vostri passi e un tramonto pastello che si perde all’orizzonte, affondando nel mare e disegnando le sagome dei paesi vicini. Non vi viene già voglia di prendere una barca e avventurarvi tra le onde?

Il mio consiglio, tuttavia, è quello di rimanere a terra e prendere uno dei bus che porta alle scogliere di Moher. La tratta sui mezzi pubblici dura circa 2 orette, ma passano in fretta con la giusta musica folkloristica e il paesaggio del Connemara, regione dell’Irlanda occidentale e della contea di Galway. Distese di verde, qualche casetta solitaria e parecchi greggi di soffici pecorelle vi terranno compagnia. Se non dovessero bastare a intrattenervi, tutti gli autobus turistici irlandesi hanno il wi-fi a bordo e potreste guardare La canzone del mare, disponibile anche su Google Play a 9,99 euro.

Le scogliere del film ricordano proprio quelle di Moher, anche se difficilmente replicabili. Le Cliffs of Moher vanno viste dal vivo e non valgono il confronto con nessuna costruzione architettonica umana. Ti travolgono, letteralmente e simbolicamente. Ti fanno sentire piccolo, in balia delle raffiche di vento pericolose e profumate. Ti lasciano senza parole, in contemplazione di ciò che solo la natura è in potere di fare. Ti stupiscono come un bambino, quando vedi l’acqua risalire la parete di roccia dal basso verso l’alto, come in una cascata sotto sopra. Ti fanno innamorare di una terra e di un mare ricchi di vita e storia, ancora prima dell’arrivo dell’uomo.

Con le Cliffs nel cuore, si può ritornare tra la civiltà a Galway. Non potete perdervi il museo cittadino, ben diverso dalla tipologia museale che abbiamo in Italia. Ci sono diverse installazioni  interattive, divertenti anche per i bambini, e per noi cinefili c’è anche una stanza dedicata al cinema con un’intera parete ricoperta da poster originali: da Il cantante di Jazz a Star Wars.

Non potete lasciare Galway senza aver passato almeno una serata al pub, gustando del pesce fenomenale e brindando con una pinta di Guinness o un bicchierino di Baileys. Passeggiate per le stradine e cercate di cogliere ogni particolare: nascosti sui cestini, sui tombini o sugli angoli delle case ci sono spesso dei graffiti divertenti.

Se preferite i viaggi low-cost e vi intriga incontrare la gente più strana, non chiudetevi negli hotel. Provate a passare qualche notte negli ostelli o nelle stanze in affitto, le opzioni offerte da AirBnB sono molte e per tutte le tasche. A Galway poi, se volete fare due chiacchiere con vere anime antiche irlandesi, ci sono Oscar Wilde e James Joyce sempre pronti ad ascoltare su una panchina della via principale.

Per chi non ne avesse ancora abbastanza e fosse pronto per partire, lascio un video che ho girato qualche anno fa tra Dublino e Galway.