Approfondimenti

13 dicembre 2017

Steve Buscemi e Jamie Foxx: tanti auguri ai Tarantino’s guys!

di Michela Fontana
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Doppio festeggiamento questo 13 dicembre: 50 anni per Jamie Foxx e 60 per Steve Buscemi, entrambi arrivati a cifra tonda. Mentre Buscemi abbandona la quinta decina, Foxx vi fa quindi il proprio ingresso.

Ma oltre al giorno di nascita, cos’hanno in comune questi due ragazzoni? Ancora una volta lui, quel nome che, nel bene e nel male, salta fuori spesso quando si parla di cinema: Quentin Tarantino.

Era il 1992 quando Steve Buscemi veniva reclutato nella squadra de Le Iene come il caparbio Mr Pink, il primo della banda di criminali a rendersi conto di essere stato incastrato da un infiltrato. Steve all’epoca aveva poco più di trent’anni e alle spalle già diversi lavori, tra cui un paio coi fratelli Coen (Barton Fink – È successo a Hollywood, 1991, e Crocevia della morte, 1990) e uno con Martin Scorsese (New York Stories, 1989).

Ma è stato proprio Le Iene a fare di Buscemi una star e a legarlo a colui che sarebbe diventato uno dei più grandi registi della storia del cinema, con il quale peraltro è tornato poi a lavorare, cosa forse sconosciuta ai più. Buscemi è infatti apparso anche in Pulp Fiction, il super cult del 1994: ricordate quella scena in cui Vincent Vega (John Travolta) e Mia Wallace (Uma Thurman) vanno a bersi un frullato al Jack Rabbit Slim? L’occhialuto cameriere che li serve è proprio lui, ed è a quest’unica scena che si limita la sua parte (classica chicca tarantinaina).

Pare inoltre che a Steve lavorare con Quentin sia davvero piaciuto. “Sai, è divertente, Armando Iannucci mi ha appena descritto come l’opposto di stronzo ed è lo stesso che direi di lui! Ho lavorato con alcuni registi con cui non ci si divertiva allo stesso modo ma fai comunque quello che devi fare”, ha dichiarato lo scorso ottobre al settimanale online The Talks.

Questa primavera al Tribeca Film Festival lui c’era, insieme a Harvey Keitel, Michael Madsen, Tim Roth e, ovviamente, Quentin Tarantino, per la reunion nel 25esimo anniversario de Le Iene. In questa occasione i cinque hanno raccontato alla stampa alcuni retroscena di produzione e si sono allegramente punzecchiati. “Mi diverto a ricordare a Steve Buscemi che la sua carriera la deve a me” ha scherzato Keitel, mentre Tarantino si è lanciato in romantiche dichiarazioni: “Dopo le prime prove ho guardato in volto gli attori… Se ora aggiungessi anche un solo elemento – mi dicevo – sarebbe tutta glassa e smerigliatura. La torta è già qui. La torta sono questi ragazzi” e ancora: “Questi ragazzi hanno capito il progetto. Ora posso fare questo e tutti i film che voglio, mi ripetevo guardando I tre marmittoni”. Un sodalizio vincente il loro, da cui è nato infatti un capolavoro.

E Jamie Foxx? No, non ce lo siamo dimenticato, abbiamo solo onorato l’ordine di anzianità. Veniamo dunque a lui, il neocinquantenne texano che con Tarantino ha lavorato in Django Unchained, primo western di Quentin uscito nel 2013 e ambientato proprio in Texas. Qui Foxx interpreta il protagonista, Django, uno schiavo dal passato infausto che viene assoldato dal dottor Schultz, cacciatore di teste, per rintracciare gli assassini fratelli Brittle e riscuotere la taglia che pende su di loro.

 

L’attore, che nel 2005 si è aggiudicato l’Oscar per il biografico Ray (sulla vita del cantante Ray Charles), ha di recente raccontato, ospite all’Howard Stern Show: Quentin è un tiranno, la sua attitudine è da ‘Non mandare in vacca il mio film’ [..] Eravamo nella stanza e ho iniziato a leggere le mie battute, poi Quentin mi fa ‘Posso parlarti in privato per un secondo?’. Mi porta in un’altra stanza e mi dice ‘Cosa ca**o è questa roba? Sapevo che avrei avuto questo problema… Devi essere un ca**o di schiavo! È uno schiavo, non è un tizio cool. Non sa neanche leggere. Tu te ne arrivi qua bello bello con la tua borsa Louis Vuitton, il tuo Range Rover e sei tutto ‘Oh, sono così fico!’. Ma lui non è Jim Brown! È un cazzo di schiavo! E poi, poi diventa l’eroe! Lascia perdere questa merda!’ .

Nonostante ciò, e anzi forse proprio per questo, anche Jamie sembra essersi trovato bene con l’eccentrico regista, tanto da volerci lavorare insieme “altre mille volte”.
E noi, per il suo compleanno, gli auguriamo che accada davvero… Magari non proprio altre mille, ma almeno in una ci speriamo.