Approfondimenti

3 luglio 2018

Stronger: un inno alla vita e un traguardo d’amore

di Sumana Rana
Continua a leggere

15 Aprile 2013. Jeff Bauman quel giorno aveva in programma di attendere al traguardo la sua ragazza con un pensiero romantico, un cartellone tra le mani per farsi riconoscere tra la moltitudine di gente presente alla maratona di Boston, la celebre manifestazione sportiva e la più antica tra le maratone annuali che si svolgono al mondo.

È proprio vero che la vita può cambiare in un attimo, perché quel giorno innescati nei pressi del traguardo, su Boylston Street e Copley Square, vi erano due ordigni che causarono morte e centinaia di feriti.

Due semplici e dannate pentole a pressione riempite di esplosivo, chiodi, pezzi di ferro e sferrette metalliche. E destino volle che Jeff fosse proprio lì. Quel che avvenne successivamente? E’ la storia di un uomo, di un libro e di un film Stronger – Io sono più forte di David Gordon Green con protagonista Jake Gyllenhaal nel ruolo di Bauman, presentato in anteprima al Festival del cinema di Roma.

Perché? Perché Jeff fu uno dei testimone chiave che permise l’arresto di uno dei due attentatori, collaborando con gli agenti dell’FBI. Pochi dettagli ma essenziali: un ragazzo serio e disinteressato al contesto sportivo. Un grosso zaino. Un istante di distrazione per accertarsi dell’eventuale arrivo della fidanzata al traguardo. Il ragazzo scomparso nel nulla. Lo zaino misterioso a terra. E poi. Un grande botto seguito da un lampo. Puzza e fumo.

E infine uno sguardo di terrore ed orrore. La consapevolezza che dalle ginocchia in giù vi fossero solamente brandelli sfilacciati di muscoli, tessuti e ossa. Carlos Arredondo e il medico Allan Panter furono i due angeli che arrivarono in soccorso, conducendolo su una carrozzina verso l’ambulanza.

Da quel giorno Jeff divenne un eroe nazionale. Non furono tanto la fama e la notorietà che egli percepì come un macigno, bensì la responsabilità verso un’intera comunità. Solo dopo aver passato un periodo di isolamento profondo post traumatico, in cui l’unico desiderio fosse quello di scomparire dal mondo e nascondersi, allontanandosi persino dai propri cari, giunse il vero momento di rinascita e la dimostrazione di un’eccezionale resilienza.

E sarà proprio con l’arrivo di una figlia che Jeff ritroverà il desiderio di rialzarsi.

Perché si troveranno entrambi in procinto di apprendere l’arte del camminare, lei con i primi passi e lui con una protesi dalla tecnologia innovativa e sofisticata. Rendendosi conto che essere un eroe è qualcosa che riguarda i piccoli momenti. Non servono molte parole. L’importante è esserci.

Un esempio di inno alla vita, dimostrando quanto sia possibile nonostante la tragedia e il dolore, trovare la forza per reagire e affrontare le sfide più grandi. Da menzionare infine un’altra pellicola volta a ricostruire i fatti realmente accaduti e a sua volta basata sul libro Boston Strong scritto dall’autore Casey Sherman assieme al giornalista Dave Wedge, Boston Caccia all’uomo del 2016.