Approfondimenti

2 settembre 2017

Tanti auguri, Keanu Reeves!

di Michela Fontana
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Il 2 settembre spegne 53 candeline una delle più celebri star di Hollywood : è Keanu Reeves, il bell’attore dal fascino esotico per cui gli anni non sembravano passare mai.

Il suo viso, liscio e pulito sullo schermo e ornato di un’incolta barba scura nella vita privata, è rimasto immutato per lungo tempo. Tuttavia, di recente qualche piccolo segno di invecchiamento ha colpito anche lui, eliminando così ogni sospetto di immortalità.

Keanu è senza dubbio uno dei personaggi più amati e interessanti di Hollywood sebbene di lui non si sappia molto e anzi, forse proprio per questo. La sua riservatezza ha infatti contribuito ad alimentare una grande curiosità attorno alla sua personalità, che nel tempo si è circondata sempre più di un alone di magia e mistero.

Come regalo di compleanno, abbiamo cercato di descriverlo attraverso 5 caratteristiche legate a dei ruoli da lui ricoperti, 5 attributi che lo rappresentino sia davanti alla macchina da presa che lontano dai riflettori.

  1. Magico.
    Partiamo proprio da qui, da quell’aura incantata in cui è avvolta la sua figura, evocata già dal suo straordinario corredo genetico e dal suo poetico nome, Keanu, che deriva dall’hawaiano Keaweaheulu, “brezza leggera che sale dal mare verso i monti”.
    L’attore è nato in Libano da una ballerina britannica e un geologo statunitense dalle origini più miste che mai (inglesi, hawaiane, olandesi, cinesi, francesi, portoghesi, irlandesi e italiane).
    Keanu effonde una forte energia mistica che lo ha portato a guadagnarsi il ruolo di Siddhartha, nella pellicola del 1993 Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci.
    Sebbene nella sua vita privata non abbia ancora raggiunto l’Illuminazione, si contraddistingue per generosità e filantropia, qualità che cerca peraltro di non ostentare.
  2. Dannato.
    Nel 1991 ha recitato a fianco di River Phoenix nel celebre film drammatico Belli e dannati di Gus Vas Sant. Due anni dopo il suo co-protagonista e ormai migliore amico si è spento all’uscita del club Viper Room per un’overdose.
    Questa non è l’unica disgrazia che Keanu ha dovuto affrontare: nel 1999 la sua primogenita è morta pochi giorni dopo essere venuta alla luce per una malformazione cardiaca. La donna che sarebbe dovuta essere la madre di sua figlia ha perso la vita due anni dopo in un incidente stradale, a causa degli antidepressivi e anestetici che ne compromettevano le capacità di guida.
  3. Spericolato.
    Nel thriller del 1994 di Jan De Bont Speed, Reeves interpreta un poliziotto che per sventare un attentato terroristico è costretto a guidare un autobus a una velocità superiore agli 80 km orari, soglia sotto la quale si attiverebbe un potente congegno esplosivo.
    Anche nella vita, il neo cinquantatreenne dimostra un certo sprezzo del pericolo: ha infatti una lunga cicatrice all’addome riportata a seguito di uno schianto in curva nel 1998, mentre sfrecciava su due ruote a fari spenti nella notte.
  4. Atletico.
    Keanu è un amante dello sport. Quando era al college, in Canada, venne perfino eletto miglior giocatore della scuola per il suo ruolo di portiere di hockey su ghiaccio, disciplina in cui avrebbe potuto costruirsi una carriera, alla quale ha però rinunciato in favore di quella attoriale.
    Oltre all’hockey, che lo ha impegnato anche sul grande schermo con la pellicola Spalle larghe (1986), l’attore è appassionato anche di surf. Keanu ha imparato a domare le onde sul set di Point Break – Punto di rottura (1991).
    Ha potuto esprimere la sua passione per il football, portando i panni un ex professionista reclutato nella bizzarra squadra del coach Gene Hackman in Le riserve (2000) di Howard Deutch.
    La lista degli sport preferiti di Keanu è ancora lunga: motociclismo, ping-pong, calcio e chissà quanti altri. non
    In tutto questo sforzo fisico, non si fa mancare però neanche il lato romantico: il bel libanese è un instancabile lettore e ha scritto un suo libro di poesie, oltre alla raccolta di pensieri e immagini Shadows realizzata con la collaborazione dell’artista Alexandra Grant.
  5. L’Eletto.
    A parte il fatto che Keanu è cintura nera di jujitsu, non ci risulta avere altri poteri in comune con Neo di Matrix (1999). Da quel che sappiamo non sa volare, schivare pallottole, piegare cucchiai con la mente né fermare fendenti di spade con una mano.
    Ha un carattere pacato e al contempo un po’ folle, un aspetto mite, è eclettico, introverso ma senza prendersi troppo sul serio.
    Sembra mantenere un’importante fiducia in sé stesso, che a volte può vacillare senza mai crollare, per il bene suo e di chi su di lui conta.
    Keanu è un uomo che ha sgombrato la mente e, anche se probabilmente non salverà l’umanità dal proprio destino, emerge tra molti per la capacità di scollegarsi dallo (star) system e dedicarsi alle cose importanti, al suo vero mondo, che spesso prevede una buona pizza e una fresca birretta.
    E poi, nonostante la sua monoespressione riesce a suscitare emozione e incanto: qualcosa di eccezionale ce l’avrà per forza, no?

“Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata.
Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.
Mi stavi ascoltando, Neo, o guardi la ragazza col vestito rosso?”

Morpheus, Matrix (1999)