Approfondimenti

27 marzo 2019

Teatro e cinema: un binomio inscindibile

di Alice Marinello
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Dal 1961, il 27 marzo si festeggia la giornata mondiale del teatro, che più che una festa è un cordiale ringraziamento a quell’arte che racchiude in sé le sei arti canoniche ed è fondamento della settima, il cinema.

Cinema e teatro sono un binomio inscindibile. Dacché nel 1895 i fratelli Lumière ebbero la brillante idea di mettere in fila una sequenza di fotogrammi con il loro cinematografo, le pièces teatrali acquisirono un nuovo potenziale. Uscendo dallo spazio chiuso dell’alcova teatrale, le opere potevano raggiungere il grande pubblico, poco avvezzo a frequentare luoghi avvolti da una così forte aura culturale.

Il cinema ha allargato la platea del teatro, regalando uno strumento comodo per fruire della cultura fino ad allora riservata ai ben pensanti. Eppure il cinema non può esistere da sé: c’è bisogno di una sceneggiatura, di attori, di musica, di dialoghi, di momenti di silenzio, di costumi. Il teatro è antesignano del cinema.

Riprendendo il pensiero visionario di Kandiskij possiamo dire che il teatro è il luogo in cui si ha la condizione ottimale per applicare il concetto di “arte totale”, dove cioè architettura, musica, pittura, scultura, poesia e danza – le sei arti – si mescolano in un’unica opera.

Nella giornata mondiale del teatro vorremmo ricordarvi questo rapporto trasversale e unico tra cinema e teatro proponendovi cinque tra i più bei film tratti da opere teatrali.

Amadeus
Fiore all’occhiello degli anni ‘80, Amadeus incarna perfettamente la dicotomia cinema-teatro. Qui la vita del compositore viennese W. A. Mozart, raccontata attraverso gli occhi del musicista veronese Antonio Salieri, altro non è che la messa in scena della pièce di Peter Shaffer in cui i momenti salienti della presunta rivalità tra i due geni vengono enfatizzati attraverso le opere teatrali scritte dallo stesso Mozart.

Romeo + Giulietta di William Shakespeare
Un classicone tra le opere di Shakespeare portato sul grande schermo da registi del calibro di Franco Zeffirelli e George Cukor. La versione che vi proponiamo noi invece è quella del 1996, diretta da Baz Luhrmann, con un giovanissimo Leonardo Di Caprio ancora ignaro del successo che avrà con Titanic. Il regista rielabora in chiave post-moderna la celebre tragedia riprendendo fedelmente testi e dialoghi e trasportandoli nel mondo odierno, dove Montecchi e Capuleti sono potenti famiglie d’affari in guerra tra loro.

Anna Karenina
Tratto dal romanzo di Lev Tolstoj, Anna Karenina è – per quanto ci riguarda – un esempio un po’ fuori dal coro, ma che vale la pena di inserire nella nostra lista perché questa donna ribelle dell’alta società russa ha ispirato tanti registi di cinema e teatro.
Prima che un’opera teatrale, Anna Karenina è un film – noi consideriamo il più recente, quello del 2012 con Keira Knightley, diretto da Joe Wright. Ad esso hanno fatto seguito rappresentazioni teatrali liberamente ispirate, supportate da un romanzo originariamente diviso in otto parti e che pertanto si presta bene ai ritmi del teatro.

Il fantasma dell’Opera
Anche in questo caso, pièce e film traggono spunto da un romanzo, il più noto dello scrittore francese Gaston Leroux. La pellicola che vi proponiamo è quella del 2004 diretta da Joel Schumacher con protagonista Gerard Butler. Il regista riprende fedelmente il musical di Andrew Lloyd Webber del 1986, di cui preserva anche le musiche. La particolarità de Il fantasma dell’Opera sta proprio nella trasversalità: non si capisce mai fino a che punto si stia guardando un film o se ci si trovi realmente nel teatro parigino al tempo delle vicende.

I Miserabili
Victor Hugo non è certo l’ultimo arrivato e come lui anche Tom Hooper, il regista che ci ha visto lungo e che ha dato vita – a mio parere – a uno dei più bei film musical degli ultimi anni con un cast a dir poco stellare: Hugh Jackman, Russel Crowe, Anne Hathaway, Eddie Redmayne e Helena Bonham Carter, solo per citarne alcuni.
Per mettere in scena quasi tre ore di film, nel 2012 Hooper si è completamente affidato al musical del 1980 di Alain Boublil e Claude-Michel Schönberg, ricavando una pellicola che tiene incollati allo schermo grazie al suo ritmo incalzante. Sembra di stare a teatro, davvero.