Approfondimenti

29 marzo 2017

The Journey: 3 lezioni di vita insegnate dal film

di Giulia Sambo
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Esce al cinema il 30 marzo, con Officine Ubu: Il viaggio (The Journey) di Nick Hamm, con Colm Meaney e Timothy Spall, è tra le new entry più interessanti nelle sale italiane. Presentato alla scorsa Mostra del cinema di Venezia, è stato accolto calorosamente dal pubblico del Lido – peccato solo per il fuori concorso. Al di là della trama, Il viaggio arricchisce gli spettatori con messaggi non scontati e molto attuali, che spaziano dal mondo della politica a quello dei rapporti interpersonali.

Piacevole e allo stesso tempo profondo, racconta l’incontro e il viaggio di due politici irlandesi di fazioni opposte, il predicatore protestante Ian Paisley e il repubblicano Martin McGuinness. Dopo un meeting non andato a buon fine in Scozia, i due sono costretti ad affrontare un percorso in macchina insieme verso l’aeroporto. Nemici giurati, con ideali e background diversi, viaggiando instaurano un dialogo fragile che pone le basi per una timida amicizia e sul finale per un accordo storico di pace tra le parti.

The Journey di Nick Hamm merita di essere visto perché regala tre preziose lezioni di vita.

La diversità è ricchezza. Due punti di vista diversi su una questione, o più in generale sulla vita, non per forza si escludono a vicenda. Quando due punti di vista si sfiorano, si incontrano e si confrontano, danno origine ad un dialogo che arricchisce entrambe le parti. Quando la relazione cresce, illumina le due posizioni e far emergere gli elementi in comune tra gli interlocutori.

È intelligente chi si mette in discussione. Poco intelligente, invece, è chi si ostina a mantenere le proprie idee senza concedere agli altri la possibilità di cambiarle. In politica spesso non si giunge a nulla di concreto per l’incapacità di ascoltare con orecchio critico l’avversario; fare un passo, o anche una domanda, verso chi la pensa in modo diverso può aprire a nuove situazioni e possibilità.

Dialogare per la pace. La parola, il poter esternare dubbi e pensieri, è forse il più grande dono che è stato fatto al genere umano. Al contrario degli animali, gli uomini possono provare a modificare la realtà con la parola – “arma” sottile, elegante, efficace. Spesso con le parole giuste si ottiene più che con mille fatti o azioni. La parola è lo strumento che dovremmo impugnare per provare a costruire un futuro di pace.