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9 ottobre 2018

Titanic: 6 motivi per rivederlo 20 anni dopo

di Anna Martellato
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Da lunedì 8 fino a mercoledì 10 ottobre al cinema ritorna il kolossal storico e drammatico di James Cameron che ha appassionato una generazione: Titanic.

Interpretato da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet nei ruoli di Jack e Rose, due membri di differenti classi sociali che s’innamorano durante il tragico viaggio inaugurale del RMS Titanic, il film è entrato nella storia. Oggi, riemerge di nuovo dalle fredde acque dell’Atlantico per raccontarci (di nuovo) una delle storie d’amore cinematografiche più famose e belle di sempre.

194 minuti in 3D dell’inaffondabile – che invece è affondato – una parabola dell’arroganza dell’uomo e del progresso, ma soprattutto una storia d’amore: quella tra Rose e Jack. Lei che voleva farla finita pur di non sposare Caledon “Cal” Hockey, snob, spietato, egoista e senza cuore. In pratica il ritratto del classico stronzo. Il contrario del giovane Jack, artista squattrinato che ha vinto il biglietto per il Titanic con una partita a poker. Ma che fortuna.
Bello, affascinante, altruista, intelligente, disponibile e gentile, Jack rimane folgorato da Rose e la salva dalla morte prima (quando voleva suicidarsi) e dopo (durante il naufragio).

Il punto è che dal 1998 sono già passati 20 anni. E, mentre a noi, che all’epoca eravamo adolescenti, è spuntata qualche ruga, mentre il Titanic è ancora lì, redivivo.

Il film? Indimenticabile allora e ancora di più oggi. Forse la strappalacrime colonna sonora che 20 anni fa ascoltavamo a palla è diventata un po’ stucchevole (la canzone; mai la voce di Celine Dion, che è un prodigio), ma a parte questo due decenni dopo possiamo apprezzare cose che una volta non vedevamo, accecate dal biondo caschetto di DiCaprio, che da quel momento in poi ha ricoperto di poster le nostre stanze. Già: la maturità fa miracoli, a parte le rughe.

Tecnica.
Vi facciamo notare che era il 1997 quando Titanic uscì, e che la produzione iniziò un anno prima, nel 1996. Ma a 20 anni dalla sua proiezione forse il film dà l’idea di quanto imponente fosse. 20 anni non hanno infatti intaccato lo smalto del Titanic. Anzi. La tecnica in 3D con cui è stato girato non appare fittizia, come invece accade per altri film. Ma straordinariamente reale. Un lavoro enorme quello di James Cameron, e si dice che finì quasi per cantare nei locali pur di portare a compimento la costosissima opera-mostre. La produzione del film iniziò, come detto, nel 1996, quando Cameron fece alcune riprese del vero relitto del Titanic. Le scene vennero girate su una nave, la Akademik Mstislav Keldysh, che lo stesso Cameron usò come base per riprendere il relitto. Una ricostruzione del Titanic fu eseguita a Playas de Rosarito, Baja California, e modelli in scala e immagini generate al computer vennero usate per ricreare il naufragio. Il film venne in parte finanziato dalla Paramount Pictures e la 20th Century Fox, rispettivamente i distributori per il mercato americano e internazionale.

Per i record.
Titanic è stato il film più costoso mai realizzato fino ad allora (200 milioni di dollari di budget, più altri 85 milioni spesi per la promozione). Record di candidature agli Oscar (14) ed è tra i film con più vittorie in assoluto della statuetta d’oro (11 vittorie ai premi Oscar 1998). Titanic ha totalizzato il secondo maggiore incasso mondiale di tutti i tempi, pari a un miliardo 850milioni 300mila dollari (nel 1998), superato poi da Avatar, dello stesso James Cameron nel gennaio 2010.

Per la lezione di Rose.
C’è una scena, nel film, in cui Rose osserva una bambina vestita di tutto punto, nella sala da tè. È seduta a un tavolino e la madre continua a darle istruzioni su come stare seduta. Questo ricorda a Rose la sua infanzia fatta di doveri. Che però non è ancora finita: è fidanzata con quel Cal (Billy Zane) che non piace a nessuno. Oggi non ci vestiamo più con corsetti e piume di marabù. Le donne sono libere e indipendenti, e di certo non è più in voga l’ora del tè. I parametri con cui le donne vivono il presente sono totalmente diversi da quelle di un élite dorata di inizio Novecento. Ma di fidanzati stronzi ne circolano ancora parecchi. Viviamo in tempi moderni, ma grattando la superficie a volte certe relazioni assomigliano incredibilmente a quella di Rose. Fate come lei: non gettatevi dalla prua, cambiate fidanzato (ma fatelo sulla terraferma, per l’amor del cielo). Oppure, perché no, state da sole.

Per i costumi.
Ma li avete visti bene? Non a caso Titanic si aggiudicò anche la statuetta per i migliori costumi (premiata Deborah Lynn Scott). Dall’iconico abito gessato indossato da Rose al momento dell’imbarco sul Titanic, che trae ispirazione da un tailleur nella rivista di moda francese Les Modes del 1912, e il capello per quest’abito realizzato il più grande possibile, in quanto all’epoca era un simbolo di ricchezza. Oppure il bellissimo abito da sera in raso rosso di Rose e lo smoking di Jack prestatogli dalla mitica Molly Brown (Kathy Bates) per partecipare alla cena nella sala da pranzo della prima classe. Questo vestito indossato da Kate Winslet prende ispirazione da un abito da sera del 1910 presente nella collezione del Victoria & Albert Museum. O ancora, l’adorabile abito da giorno di seta giallo indossato da Kate Winslet quando incontra Leonardo DiCaprio sul pontile del Titanic il giorno dopo aver tentato di buttarsi giù dalla nave, quando Jack insegna a Rose a “sputare come un uomo”.

Per sognare ad occhi aperti.
“Adesso sali sulla ringhiera. Reggiti. Reggiti. tieni gli occhi chiusi. Ti fidi di me?
“Mi fido di te.”
“Va bene, apri gli occhi.”
Sto volando, Jack!

Impossibile non ricordare questo dialogo tra i due protagonisti, nella scena del “volo” di Jack e Rose sulla prua del Titanic. Poi da lì tutto in discesa: Jack e Rose come ragazzini a scappare dallo scagnozzo del fidanzato stronzo di lei, Spicer Lovejoy, Jack e Rose a “fare cose” sul retro di una Renault con i vetri appannati, Jack e Rose a rincorrersi tra i corridoi del Titanic, fino alla sala macchina, tra sbuffi di vapore acqueo e fuoco, Jack e Rose che assistono al Titanic che sperona un iceberg. E da ì è tutto in discesa, anzi, in picchiata davvero: si consuma la tragedia. una tragedia vera, che vide il transatlantico Titanic affondare nelle prime ore del 15 aprile 1912.

Per la storia.
Con 898 membri, 2mila 200 persone (terza classe: 709, seconda classe: 277, prima classe: 322), il Titanic faceva parte di un progetto ambiziosissimo: nato da un accordo del 1907 tra Bruce Ismay, presidente della compagnia “White Star Lines” era stato costruito per offrire un collegamento settimanale di linea con l’America e garantire il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line, assieme alle altre due navi gemelle del Titanic, l’Olympic e il Britannic. Costruito nei cantieri Harland and Wolff di Belfast, il Titanic rappresentava la massima espressione della tecnologia navale del tempo ed era il più grande e lussuoso transatlantico del mondo. Ma, come sappiamo, il Titanic è famoso per l’impatto con l’iceberg e la tragedia che si consumò al largo di Terranova. Questo impatto provocò l’apertura di alcune falle sotto la linea di galleggiamento allagando i primi 5 compartimenti stagni del transatlantico, che 2 ore e 40 minuti più tardi si inabissò (alle 2:20 del 15 aprile) spezzandosi in due tronconi.

Nel naufragio persero la vita tra 1 mila 490 e 1mila 523 passeggeri imbarcati compresi i 900 uomini dell’equipaggio; solo 706 persone riuscirono a salvarsi (alcune delle quali morirono subito dopo essere portate a bordo del Carpathia), 6 delle quali salvate tra la gente finita in acqua. L’evento suscitò un’enorme impressione sull’opinione pubblica e portò alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare. E questa, signori, non è sceneggiatura: è storia.