Approfondimenti

25 ottobre 2017

Sono tornati gli anni ’80, anche con Thor: Ragnarok

di Anna Pertile
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Oggi 25 ottobre esce al cinema Thor: Ragnarok. Il nuovo capitolo dell’universo Marvel vedrà ancora una volta Chris Hemsworth nei panni del figlio di Odino. Il regale asgardiano dovrà sconfiggere la dea della morte Hela (Cate Blanchett), ma prima dovrà uscire vivo dall’arena intergalattica del Gran Maestro (Jeff Goldblum). Nei suoi scontri spaziali Thor ritroverà dei volti familiari: Loki e Bruce Banner, o meglio Hulk. Per la felicità di tutte le fan girl, quindi, vedremo sul grande schermo Tom Hiddleston e Mark Ruffalo.

Guardando il trailer, subito sorge un pensiero: “Wow! Quant’è anni ’80!”
Colori sgargianti e contrastanti, musica decisamente synth pop, colpi di laser e tocchi di neon qua e là. Eh già, gli anni ’80 sono tornati.

Basta fermarsi ad guardare i font utilizzati nel video e ci si rende conto che ricordano qualcosa.

Questi sono i logotype scelti per i titoli di alcuni successi cinematografici e telefilmici degli ultimi anni. Però notiamo che ci sono due intrusi: Star Wars (1977) e Ritorno al Futuro (1985). Di un ritorno al futuro si tratta proprio. Gli anni delle cassette e di strani abbinamenti di colori sono ritornati nel futuro, quello che è il nostro presente.

Possiamo tracciare la riapparizione di questi fantomatici anni al 2014. In quell’anno il secondo incasso mondiale (773 miliardi di dollari) è stato Guardiani della Galassia. Il film rivelazione Marvel inizia nel 1988 quando il protagonista Peter Quill viene rapito da alcuni pirati spaziali, diventando così Star-Lord, interpretato da Chris Pratt.
Nello stesso anno tre film protagonisti agli Oscar, come candidati o vincitori, erano ambientati negli anni ’80: La teoria del Tutto, Grand Budapest Hotel e Foxcatcher – Una storia americana.

Nel 2015 con questa ambientazione storica arrivano Joy con Jennifer Lawrence e Narcos, una delle serie televisive più seguite di sempre.

Col 2016 un’altra serie Netflix esplode sulla rete, Stranger Things, e per tutti i nerd e i gli appassionati di fantascienza sembra essere Natale. I riferimenti a film cult degli anni ’80 sono innumerevoli e si torna a respirare l’aria di E.T. – l’extra-terreste (1982) e de I Goonies (1985).

Nel 2016 con ambientazione anni ’80 sono usciti al cinema anche Sully con Thom Hanks e X-Men Apocalisse, altro cinecomic Marvel.

Eccoci infine al presente 2017. Netflix ci ha regalato abbondanza di neon e moda discutibile in un’altra serie di qualità: Glow. In questo telefilm delle donne fingono di battersi sul ring da vere Wrestler, ribaltando i loro corpi e gli stereotipi a cui sono vincolate. Un mix riuscitissimo di capelli vaporosiscaldamuscoli appariscenti e ideali femministi.

Mentre per il grande schermo abbiamo visto Atomica Bionda, Barry Seal – Una storia americana, Borg McEnroe e, ovviamente, Thor: Ragnarok.


Anche quando le trame dei film guardano al futuro, spesso fanno ricorso ad elementi passati; come succede per Ghost in the Shell che riprende il manga omonimo del 1989.
Senza parlare poi dei sequel, basti citare Blade Runner 2049 e Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Non siete ancora convinti di questa tendenza? Dello zampino che c’ha messo Netflix, ma soprattutto la Marvel? Andate a vedere quanti anni ’80 ci sono in Thor: Ragnarok.