Approfondimenti

1 febbraio 2018

Sono tornato: Mussolini è tornato o non se ne è mai andato?

di Marco Rizzini
Continua a leggere

Ad un mese dalle elezioni, esce il remake italiano – non abbiamo più nemmeno la fantasia di far qualcosa di originale – di Lui è tornato, romanzo bestseller in Germania qualche anno fa dal quale era stato tratto anche un film. L’originale racconta di un Adolf Hitler che ritorna alla vita – biologica oltre che politica – e dovrebbe dimostrare come un discorso attento alle masse possa attecchire anche al giorno d’oggi. Nell’adattamento italiano chiaramente a ritornare è Benito Mussolini, nella regia di Luca Miniero, già professionista della traduzione dal francese con Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord.

Nelle vesti del Duce d’Italia troviamo un quasi perfetto nella mimica e nella prossemica Massimo Popolizio, già visto ne La grande bellezza. La sua spalla è un regista alle prime armi deciso a girare un documentario su di lui, lo youtuber Frank Matano.

Dal trailer intuisco una commedia divertente. Vedremo se con intelligenza critica o se opterà per la via più semplice d’irridere senza riflettere vent’anni di storia italiana. In una recente intervista il regista ha affermato che al giorno d’oggi Mussolini vincerebbe le elezioni. Grazie all’arte retorica, alla padronanza dei talk show ed al carisma innegabile. Ecco, questa parte di analisi di un periodo storico legato alla modernità è quella che sulla carta sembra più interessante. Purtroppo c’è da dire che a me non piacque nemmeno la pellicola originale. Non la finii nemmeno, trovandola noiosa. Diciamo molto bella l’idea, molto meno la resa. Poco approfondimento e incapacità di fare i conti con il proprio passato con una critica realmente costruttiva. Vedremo se la versione italiana di Lui è tornato saprà non cadere nelle ovvietà e nella retorica del Male Assoluto.

Parlare di Fascismo è di moda, in questo momento storico quasi più che nel Ventennio. Sono tornato…e se non se ne fosse mai andato? Una lecita riflessione, nel mentre si cambiano i nomi delle strade di personaggi storici più o meno collusi col Regime, mentre si vocifera di abbattere gli edifici razionalisti e ogni giorno sui giornali veniamo avvertiti ripetutamente del pericolo di un ritorno delle camicie nere: spesso sotto-forma di bagnini caricaturalmente nostalgici e rintronati anziani col fez.

Da oggi, 1 febbraio, nelle sale. Ne riparliamo dopo aver visto il film.