Approfondimenti

1 giugno 2017

Tutte le Wonder Woman del cinema

di Anna Martellato
Continua a leggere

Film tra i più attesi di quest’anno, Wonder Woman esce il 1 giugno al cinema. Vedremo finalmente sul grande schermo Diana di Themyscira (Gal Gadot), principessa cresciuta su un’isola paradisiaca lontano dal mondo. Cresce e viene addestrata come un’amazzone: la sua missione è quella di mettere fine all’atroce conflitto mondiale che imperversa nel mondo degli uomini. Così Diana Prince, questa l’identità che la ragazza assume, viene catapultata nella Londra del 1918, dove si scontra con la società di allora, dove le donne al massimo fanno le maestre e vestono in tailleur. Al suo fianco il pilota americano Steve Trevor (Chris Pine), mentre a darle filo da torcere il perfido villani Doctor Poison (Elena Ayana), dottoressa assoldata dall’esercito tedesco per sviluppare micidiali composti chimici.

Statuaria, implacabile, sicura di sé. Anche se propriamente è lei la vera Wonder Woman, il cinema ha saputo regalarci donne che meriterebbero il titolo. Ecco le sei wonder women del cinema che abbiamo scelto per voi (e una molto diversa dall’altra)!

Sarah Jessica Parker (Ma come fa a far tutto?, 2011). Al di là di Carrie Bradshaw, che è un’eroina a sé, in questa pellicola la Parker veste i panni di Kate Reddy: una moglie, una madre, una donna in carriera. Evidentemente è dotata di abilità paranormali per come riesce a tenere tutto in equilibrio. I colleghi, gli amici e i parenti dicono tutti la stessa cosa quando parlano dell’abilità di Kate di conciliare ogni aspetto della sua vita: Ma come fa a far tutto?

Cameron Diaz (Tutte contro lui, 2014). In questo spassosissimo film con Leslie Mann e Kate Upton, Cameron Diaz interpreta Carly Whitten, un avvocato di New York meticolosa e con delle regole molto rigide sulle relazioni con gli uomini. L’incontro con Mark King (Nikolaj Coster-Waldau), di cui s’innamora subito, la costringe però ad abbassare la guardia. Una brutta sorpresa l’attende quando decide di fare una visita improvvisa e non annunciata alla casa di campagna di lui: Carly scopre che che Mark è sposato con Kate (Leslie Mann), una perfetta casalinga. L’incontro tra le due donne non sfocia però in una rivalità ma bensì in un’alleanza e una complicità. Un sodalizio che si consolida quando le due scoprono la terza donna ingannata dal belloccio Mark… ma a questo punto sarà Carly a capitanare la vendetta.

Uma Thurman (Kill Bill, 2003). Super killer. Non ci sono altri modi per definire Beatrix Kiddo, alias Uma Thurman. Ma non lo è per hobby, se non per vendetta: la donna, nel giorno del suo matrimonio, è stata aggredita da una delle sue dipendenti (e amanti) del futuro marito Bill. Tutti gli invitati sterminati, lei – che pure era incinta – in coma. Strappatale la figlia e dopo essersi ripresa dal coma, Beatrix inizia a elaborare e a lottare per vendicarsi. Cult.

Jessica Chastain (Zero Dark Thirty, 2012). Ha grinta e determinazione da vendere Jessica Chastain in questa pellicola che racconta la guerra al terrore degli USA post 11 settembre. Maya è un agente della CIA impegnata nella caccia a Bin Laden. Dovrà imparare a muoversi in un ambiente di soli uomini senza smarrirsi. E ci riesce alla grande.

Julie Andrews (Mary Poppins, 1964). Diciamo che la magia le dava giusto quell’aiutino che vorremmo anche noi, per rimettere in ordine la casa e mettere in riga i figli. Però Mary Poppins è e resta la wonder woman delle tate per eccellenza. Il film del 1964 diretto da Robert Stevenson, che ha consacrato la Walt Disney e Julie Andrews, ha vinto cinque Oscar e una sfilza di altri riconoscimenti.

Jennifer Lawrence (Hunger Games, 2012). Ok, non ha lo scudo e la spada. Ma ha l’arco e le frecce. Perché la determinazione di Diana Prince si legge benissimo negli occhi di Katniss Everdeen, alias Jennifer Lawrence nel primo come negli altri film sequel della serie Hunger Games. Il film è ambientato in un futuro distopico che somiglia a quello di 1984. Ogni anno tra le rovine di quello che fu il Nord America, lo stato di Panem obbliga ognuno dei suoi dodici distretti a mandare un ragazzo e una ragazza a competere agli Hunger Games. In parte bizzarro spettacolo, in parte stratagemma intimidatorio del Governo, gli Hunger Games sono un evento televisivo nazionale nel quale i “Tributi” devono combattere gli uni con gli altri per la sopravvivenza.