Approfondimenti

7 settembre 2017

Venezia 74: agli Orizzonti una sorpresa, Gatta Cenerentola

di Giulia Sambo
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Gatta Cenerentola del regista e disegnatore Alessandro Rak è uno dei titoli rivelazione della sezione Orizzonti a Venezia 74.

Si tratta di un affascinante cartone animato ispirato alla favola di Cenerentola edita per la prima volta a Napoli nel 1600 (Il racconto dei racconti di Giambattista Basile), realizzato in collaborazione con Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone. Con questa storia noir che uscirà al cinema il 14 settembre grazie a Videa, Rak (L’arte della felicità) è riuscito a fare parlare nuovamente di sè al Lido (parecchio, a giudicare dai numerosi articoli usciti dopo la prima del film), dopo aver vinto il premio Arca Giovanni alla Settimana della Critica quattro anni fa. 

Costato appena 1,2 milioni di euro, Gatta Cenerentola è caratterizzato da una tecnica illustrativa unica. L’autore è riuscito a dar vita a personaggi molto realistici, tutti accomunati dal marcato accento partenopeo. La rivisitazione della celebre fiaba firmata Rak è infatti ambientata a Napoli, città che ha dato i natali allo stesso regista. La “nuova” cenerentola campana si chiama Mia ed è la figlia del colto sig. Basile, uomo d’affari che ha ambiziosi progetti culturali per i suoi concittadini; i cattivi di turno invece sono il contrabbandiere Salvatore Lo Giusto e la sua amante Angelica. Con l’inganno la coppia riesce a neutralizzare i piani del sig. Basile e alleva la piccola Mia fino al suo diciottesimo compleanno: l’obiettivo è usare la sua firma per ottenere preziose concessioni e favorire il commercio di droga e altri illeciti. Ma anche in questa fiaba moderna c’è un principe azzurro che farà qualsiasi cosa per salvare la sua Cenerentola, il coraggioso sig. Gemito

Gatta Cenerentola è uno specchio d’attualità sulla città di Napoli. E come uno specchio mostra a tutti la sua immagine e il suo riflesso: da una parte una città bellissima, ricca di cultura e tradizione; dall’altra una fogna cupa dove proliferano farabutti e criminali di ogni genere. Napoli è facile da amare, ma è anche facile da odiare. Napoli “la prima volta avvisa, la seconda spara”, per citare una delle battute più ricorrenti nel film. Gatta Cenerentola è una pellicola preziosa perché racconta alla perfezione tutte le ambiguità e i dualismi del capoluogo partenopeo, criticando i suoi difetti e allo stesso tempo apprezzando le sue qualità. 

Gatta Cenerentola è anche e soprattutto un cartone animato per adulti perché, senza timore, fa vedere corpi nudi di donna o fa sentire parole come “ricchione”, “scopare”, “cocaina”. Senza contare su attori in carne de ossa affronta questioni concrete che non hanno nulla a che fare con l’immaginazione. E lo fa molto meglio di alcuni film con attori veri.

Gatta Cenerentola è infine un musical dal lieto fine – quale favola non ha l’happy ending? – perché la speranza è l’ultima a morire. A Napoli non tutto è perduto, lo si percepisce guardando una delle scene finali in cui un merlo vola cantando verso la libertà. Da ricordare, e riascoltare, anche la colonna sonora.