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9 settembre 2017

Venezia 74: in chiusura fuori concorso Outrage Coda di Takeshi Kitano

di Giulia Sambo
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Venezia 74: in chiusura fuori concorso Outrage Coda di Takeshi Kitano

Humor si like violence. They both come to you unexpectedly, and the more unpredictable they both are, the better it gets“. Parola del regista giapponese Takeshi Kitano che, oggi 9 settembre, con la sua crime story Outrage Coda accompagna il pubblico verso la cerimonia conclusiva di Venezia 74. Il suo film fuori concorso è in programma lo stesso giorno dell’assegnazione del Leone d’Oro, nella serata che avrà inizio alle 19 e potrà essere seguita anche in live streaming.

Outrage Coda, che uscirà in Giappone il prossimo 7 ottobre, è il capitolo conclusivo di una trilogia (Outrage, 2009 e Outrage Beyond, 2012) firmata dal maestro classe 1947, attivo in ambito cinematografico dal 1980. Si tratta dell’atto finale di una guerra sanguinosa tra i clan Hanabishi e Sano, raccontato attraverso un mix inconfondibile di humor e violenza. Anche in quest’opera si riconosce lo stile del regista, ironico e impegnato a scoprire il senso della morte, innamorato della natura come antidoto alla frenesia degli uomini.

Ecco la sinossi ufficiale di Outrage Coda:

Il clan degli Hanabishi vince la guerra contro i Sano. Subito dopo l’ultimo scontro, Otomo attraversa il confine con la Corea del Sud, sotto la protezione segreta del presidente Chang. Anni dopo, uno degli Hanabishi di nome Hanada va in Corea dove uccide uno dei piccoli criminali legati a Chang creando ulteriori risentimenti. Otomo non potrebbe scegliere momento migliore per rientrare in Giappone e risolvere una volta per tutte i conti lasciati aperti.

Al termine della proiezione stampa The Hollywood Reporter ha definito “senseless” – senza senso – le rivalità e gli omicidi mostrati nel film di Kitano. Insomma una pellicola con troppi ed inutili bagni di sangue per dirci che la violenza è “sad and empty” – triste e vuota. Più in generale il film è risultato faticoso da seguire e privo di ritmo. Secondo Cinefilos.it “l’azione latita, le storie dei personaggi risultano deboli, gli sprazzi di violenza non ce la fanno a sorreggere tutta la fragile impalcatura filmica e il finale, seppure convincente, appare debole e prevedibile“.