Approfondimenti

3 settembre 2017

Venezia 74: Paolo Virzì fa centro con The Leisure Seeker

di Giulia Sambo
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S’intitola The Leisure Seeker il primo lavoro di Paolo Virzì interamente girato in lingua inglese, presentato nella sezione concorso alla 74esima Mostra del cinema di Venezia, domenica 3 settembre. La pellicola drammatica, interpretata da una superlativa Helen Mirren e da un altrettanto bravo Donald Sutherland, ha fatto ridere e un attimo dopo piangere il pubblico della Sala Darsena. Uscirà nei cinema italiani il 25 gennaio 2018… giusto in tempo per gli Oscar?

L’amore di Ella (Mirren) e John (Sutherland) brilla nel road movie The Leisure Seeker, considerato dal regista una sorta di sequel de La pazza gioia – premiato nel 2016 con cinque David di Donatello e cinque Nastri d’Argento. Entrambi anziani e malati, ma ancora così sorprendentemente uniti l’uno all’altra nonostante il cancro di lei e l’Alzheimer di lui, un giorno decidono di sequestrare il camper di famiglia e partono per la Florida. L’obiettivo è visitare la dimora di Hemingway a Key West, uno dei sogni nel cassetto di John. Lungo la strada marito e moglie ne passeranno di tutti i colori, verranno a conoscenza di verità piuttosto “scomode”, litigheranno e si riappacificheranno. Saranno inseparabili, fino all’atto finale.

Uno strepitoso Paolo Virzì ha ammaliato i giornalisti accorsi in laguna, portando sul grande schermo una storia d’amore semplice e potente. Dopo Addie (Jane Fonda) e Louis (Robert Redford) di Our Souls at Night, ecco Ella e John a dimostrare a tutti che l’amore, quello vero, non invecchia mai. Anzi può essere addirittura più bello di quello che si prova quando si è solo adolescenti. L’amore narrato in The Leisure Seeker è un amore maturo, incorruttibile sopratutto di fronte alle avversità. È un amore autoironico, ancora capace di rinnovarsi giorno dopo giorno. Tra risate e pianti s’intuisce che The Leisure Seeker non fa altro che parlare d’amore. Non ci sono altre letture, né contorti significati nascosti. C’è solo amore. Quello che tutti sognano, quello che pochi hanno la fortuna di provare.

La domanda è: come sarebbe stato il film senza Helen Mirren e Donald Sutherland? Forse un film come tanti altri, niente di più. Gran parte del merito va a loro, meravigliosi sul set, che in conferenza stampa hanno spiegato al pubblico i propri ruoli. Sutherland è stato particolarmente felice di avvicinarsi al cinema italiano: “Mi sono sentito bene. Quando Paolo è venuto da me non l’ho nemmeno visto come italiano. Mi sembra una persona universale, ha una visione straordinaria della verità. La sua mi sembrava l’idea migliore al mondo“. E la Mirren ha sottolineato l’importanza del ruolo del regista: “Noi attori diamo al film solo un piccolo contributo. Cerchiamo di completare quella che è la visione del regista“.