Approfondimenti

31 agosto 2018

Venezia 75: A Star Is Born con Bradley Cooper e Lady Gaga

di Anna Pertile
Continua a leggere

A Star Is Born non è riuscito a trovarsi uno spazio in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e un motivo c’è.
Non farò come i miei vicini in sala che hanno sghignazzato in diverse scene, mostrando un maturo comportamento da critici raffinati e competenti con la puzza sotto il naso. Mi limiterò a giustificare l’esclusione dal concorso così: è un film commerciale. Con questo ben in mente, posso iniziare a commentare la pellicola.

A Star Is Born non è una novità nel mondo del cinema. Infatti la sua storia di  È nata una stella è già stata rappresentata altre tre volte, nel 1937, nel 1954 e nel 1976. La novità del remake del 2018 è il fatto che sia l’esordio alla regia di Bradley Cooper e il primo ruolo da attrice protagonista per Lady Gaga.

La regia di Bradley Cooper è caratterizzata da riflessi su specchi e superfici rifrangenti, una fotografia pulita e tanti tanti flare. Tralasciando qualche scena portata all’esasperazione, Bradley ha fatto un buon lavoro.

Anche Lady Gaga passa la sua prova attoriale a pieni voti. La sua presenza sullo schermo è credibile e l’emotività comunicata regge. Quando poi inizia a cantare è impossibile restare impassibili. Il valore del film sta nella sua maestria nel controllo vocale e nella sua capacità nel piegare il suono a suo piacimento. Prestate orecchio alla canzone principale del film, Shallowper capire cosa intendo.

Il film si rivolge a un target ben preciso e funziona molto bene per quel pubblico giovane amante degli outsider americani. La pellicola si colora con qualche pennellata di attualità, come la lotta per i diritti per la comunità LGBT+, di cui Gaga è grande promotrice. Infatti, vediamo comparire diverse Drag Queen del famoso show, made in USA, RuPaul’s Drag Race.

Un film commerciale, dunque, che consiglio di andare a vedere nella tranquillità di una serata libera. Non serve grande impegno per seguire la pellicola, ma solo tanta voglia di sentire quella che, a mio parere, è la voce più bella dei nostri giorni.