Approfondimenti

7 luglio 2017

Vivien Leigh: 7 lezioni per le ragazze d’oggi

di Anna Martellato
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È testarda, viziata e affascinante Rossella O ‘Hara, con il suo volto imbronciato e le sopracciglia leggermente inarcate, il sorriso da gatta e gli occhi da cerbiatto, vispi e furbi.

Il leggendario personaggio interpretato da Vivien Leigh, prima attrice britannica ad aver vinto l’Oscar nel 1939 a 26 anni, è nel cuore di tutte noi. Quello di Rossella è infatti il personaggio che ha dato la fama all’attrice, con cui la identifichiamo, anche oggi venerdì 7 luglio 2017, che sono passati 50 anni dalla sua morte. Diciamoci la verità, lei non muore mai. È diventata immortale grazie all’enorme fama derivata dalla sua sublime interpretazione in Via col Vento.

Non interpretò moltissimi film Vivien Leigh, nata il 5 novembre 1913 e morta il 7 luglio 1967. Fu però candidata agli Oscar per due film (Via col Vento e Un tram chiamato desiderio), che vinse entrambi. Sappiamo che doveva avere un temperamento frizzante come quello di Rossella, se decise di lasciare il marito (con cui aveva già avuto una figlia) per il suo grande amore, Laurence Olivier.

Sappiamo che non tutto è stato rose e fiori, nella sua vita. Ci sono state spine dolorose, come la perdita del figlio che aspettava da Olivier e una malattia, oltre alla depressione, che la accompagnò fino alla fine dei suoi giorni. Ma ci piace ricordarla così, Vivien Leigh, con il musetto imbronciato e il largo cappello delle donne sudiste, nei panni di Miss Rossella.

Ma perché ci piace tanto Rossella/Vivien? Perché è incontenibile, per i battibecchi con Clark Gable, per la sua forza inossidabile. Per il suo coraggio e per la sua bellezza volitiva, condita da quella vanità femminile e capricciosa, quasi insolente, che non dovrebbe mai mancare, a piccole dosi, ad ogni ragazza d’oggi. Perché, se la guardiamo bene, in fondo in fondo, magari per un piccolo dettaglio o una sfumatura, in Rossella un po’ ci riconosciamo. Nonostante tutti i guai passati in quel di Tara, Rossella e gli altri personaggi di Via col Vento ci hanno insegnato tante cose.

Ecco 7 insegnamenti di Via col Vento per le ragazze d’oggi.

1) Manteniamo il controllo (ma non troppo)

Voi non siete un gentiluomo!”
“E voi non siete una signora; non è un titolo di demerito, le signore non mi hanno mai interessato

Né scaricatori di porto né bamboline. Questo ci insegna Rossella. Che sulla sua strada incontra Rhett Butler, un affascinante canaglia da cui è subito attratta e nello stesso tempo respinge, in un eterno gioco di attrazione e repulsione, allontanandosi e rincorrendosi.

2) Come aggirare la fame nera nei party?

“Avere detto e ridetto che vera dama in pubblico deve mangiare poco come uccellino, non stare bene che nella casa di Mister Wilkes tu ti abbuffare come tacchino”

Mangiare un’insalata a casa, o uno yogurt prima di andare a un party aiuta molto. Mica scema, la nostra Mami, la storica tata di colore di Rossella: evitiamo così di tuffarci nel vassoio di tartine – che poi tanto bene non fanno -. Un escamotage che sazia, un trucchetto sano per non avere una fame nera e scampare ’effetto “grande abbuffata”.

3) Dobbiamo essere prudenti

“Quello che giovanotti dire e quello che giovanotti pensare essere due cose diverse”

Altro insegnamento di Mami a Rossella, ma che resta valido ancora oggi. Rossella è innamorata di Ashley, ma lui non la ricambia, nonostante lei si intestardisca nella visione di un futuro roseo con l’emaciato, placido e tranquillo fidanzato di Melania, sua eterna rivale che non le assomiglia nemmeno un po’: ingenua, generosa, buona e angelica Melania…

4) Aguzziamo bene gli occhi, quando studiamo la preda

Potete bardarvi con finimenti da cavallo, ma sarete sempre dei muli sottopelle

Una bella macchina, delle belle scarpe, occhiali all’ultima moda. Però… c’è qualcosa che non quadra, nel tipo con cui siamo uscite. Maniere zero, gira con voi per strada come foste il suo trofeo, tutto sommato forse la camicia non è neanche pulita e la conversazione stenta a partire perché forse l’ultimo libro che ha letto era Topolino nella sala d’attesa del dentista, quando aveva 12 anni e doveva mettersi l’apparecchio. Le apparenze ingannano, ma non gli occhietti furbi di Rossella. Prendere appunti.

5) Distinguiamo la realtà da fantasia

Tu calpesti la vera felicità per inseguire un ideale che non ti renderà felice

Aveva ragione, maledettamente ragione Rhett Butler. Quante volte succede di rincorrere una chimera, un sogno, qualcuno che nella nostra testa forse è meglio di quello che è nella vita vera? Apriamo gli occhi e smettiamola di giocare con le bambole.

6) Scegliamo quello giusto

Ma di una cosa sono certo: che vi amo, Rossella. A dispetto vostro e mio, e a dispetto dello stupido mondo che ci crolla intorno, vi amo. Perché siamo uguali, gentaglia tutti e due, egoisti e scaltri, ma capaci di guardare le cose in faccia e chiamarle con il loro nome

Rhett e Rossella sono simili, e Rhett questo lo sa. Sono entrambi tempesta, fuoco, passione. Rossella lo capirà solo alla fine, quando ormai Rhett pronuncerà la fatidica frase “francamente me ne infischio”.

7) Rimbocchiamoci le maniche e a risolleviamoci

Dopotutto, domani è un altro giorno

Guardare sempre al domani, non arrendersi mai. Non cedere. Anche quando si è a terra: Rossella ci insegna che risollevarci è possibile, sempre, anche nelle situazioni più dure.