Approfondimenti

10 maggio 2016

Wilde Salomé, Al Pacino tra Eros e Thanatos

di Francesco Farsoni
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Wilde Salomé, Al Pacino tra Eros e Thanatos

Abbiamo visto in anteprima per voi il nuovo docufilm di (e su) il grande Al Pacino. Ecco il nostro viaggio straordinario, davanti e dietro la macchina da presa, nel film della celebre e controversa tragedia di Oscar Wilde.

Il 12 maggio uscirà nelle sale cinematografiche, diffuso da Distribuzione Indipendente, Wilde Salomè, ultima fatica di Al Pacino. In questa celeberrima e controversa tragedia opera del drammaturgo irlandese Oscar Wilde, la bellissima e seducente vergine Salomè s’innamora perdutamente del profeta Giovanni il Battista-Jokanaan, prigioniero del patrigno della giovane (re Erode). Respinta dall’Uomo di Dio e divorata dalla rabbia, la ragazza trova il modo di vendicarsi.

Wilde-Salome_COPERTINA

Questa la vicenda che la macchina da presa riplasma. Ponendo particolare attenzione a non deviare dallo spirito primigenio di Wilde, ci regala un film complesso e ricco di affascinanti suggestioni. Nella pellicola s’intrecciano gli eventi della tragedia e il percorso che lo stesso Al Pacino ha compiuto per realizzare il film. Un lavoro affascinante e allo stesso tempo cupo sul quale domina la tenebrosa grandezza di una Salomè che viene ad essere contemporaneamente carnefice e vittima della sua folle, insana, tragica, passione.

Al Pacino esplora con la troupe i luoghi nei quali Wilde visse e, intervistando anche molti personaggi di spicco del mondo della cultura e della musica – fra i quali Bono Vox e Gore Vidal – ne ripercorre la vicenda umana anche allo scopo di ricreare le atmosfere della tragedia. Salomè fu molto importante per il drammaturgo. Come Wilde è soggetta ad una evoluzione, una trasformazione, una scoperta della vita e della sessualità.

Wilde-Salome_Immagine2

Il compito non facile di far rivivere questo personaggio cogliendo l’interiore agitarsi di tali frementi pulsioni è affidato all’impeccabile Jessica Chastain che riesce a trasmettere tutta l’energia dei sentimenti vissuti dalla giovane. Giovanni il Battista, Kevin Andersson, è imponente. Erode, Al Pacino, appare dilaniato dalle proprie passioni e al contempo incatenato dal proprio onore alla parola data come uno schiavo al padrone; cerca di sfuggire, di liberarsi e dà strattoni alla catena che lo trattiene ma il sorriso perfido di Salomè è come un’onda che lo ributta indietro vincolandolo alla realtà della promessa fatta.

Straordinario il finale nel quale si scatena in tutta la sua violenza la tempesta interiore che sconvolge l’animo di Salomè. In essa si sciolgono la passione, l’amore e la morte. La consapevolezza di aver perso e insieme trovato l’amore, l’amato. È questo, a mio avviso, il senso del bacio di Salomè al capo di Jokanaan, che culla insozzando le proprie mani di sangue: Eros e Thanatos, invisibili Signori di questa tragedia, dominano i personaggi agitandoli come marionette su di un palcoscenico.

Un eccezionale docufilm sulla grande e complessa opera di Wilde.