Approfondimenti

25 ottobre 2017

World Pasta Day: la pasta nel piatto… e nel cinema

di Anna Martellato
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La pastasciutta. Il piatto per eccellenza Made in Italy (anche se la pasta, a dire il vero, ha origini arabe). Nutriente e che si fa amare da tutti i palati; compresi i più fini, se nel piatto c’è una pasta dal grano ricercato e magari con un sugo preparato dallo chef stellato. “Robba sana, sostanziosa”, diceva Alberto Sordi in Un Americano a Roma (1954). La pasta del pranzo della domenica che immancabile ha il profumo di casa e di tradizione. Oppure quella che osa, con sughi eclettici o dai formati bizzarri (ne esistono, attualmente, circa 200).

Oggi si celebra il World Pasta Day, nella sua 19esima edizione. La Giornata Mondiale della Pasta, per dirla all’italiana, ha fissato la data del 25 ottobre per celebrare l’alimento simbolo della dieta mediterranea.

Tante le iniziative: i pastai associati ad AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) apriranno al pubblico le porte di sette impianti produttivi.
Su Twitter, invece, è prevista una spaghettata virtuale al pomodoro, in cui esperti, chef, giornalisti, blogger e pasta lover di tutto il mondo sono invitati a dire la loro su questa ricetta iconica utilizzando gli hashtag #WorldPastaDay e #Spaghetti (in Italia dalle 12 alle 14, dalle 17 alle 19 in America).

La pasta non conosce crisi. Dal 1997 al 2016 la produzione dell’alimento è aumentata di quasi il 5%, passando da 9,1 a 14,3 milioni di tonnellate. In Italia se ne producono circa 3,3 tonnellate, al Sud se ne consuma il doppio che al Nord e il formato più venduto è quello a pasta corta. C’è di grano tenero, di grano duro, integrale, di riso, al farro.

La pastasciutta, insomma, è quel piatto nazionale pronto in dieci minuti che accontenta tutti (anche i vegani, se non è all’uovo). Scalda i cuori d’inverno, con sughi fumanti, avvolgenti (e calorici), dove la carne si sposa con i porcini o con la pancetta oppure ancora con gorgonzola, noci, radicchio. D’estate, fredda, la si gusta con pomodorini, mozzarelline, olive, origano, basilico, all’ombra di grandi alberi e cicale. Oppure con un tripudio di frutti di mare.
Una festa in tavola sempre, comunque la si condisca. Sta bene con tutti, non chiede ma offre. La pasta è come una mamma, o una nonna: semplice, amorevole, familiare, pronta a consolarti quando serve e a farti sentire a casa quando casa tua ti manca.

Oggi, World Pasta Day, non possiamo non ricordarla protagonista nel cinema.


“Maccarone… m’hai provocato e io te distruggo, maccarone! Io me te magno!”. Alberto Sordi in Un Americano a Roma (1954) di Steno, considerato una delle pietre miliari del cinema italiano, interpreta Ferdinando “Nando” Mericoni, detto Santi Bailor. La famosa scena è stata girata in un solo ciak. Una curiosità: questa è la frase, in un sondaggio di Radio Capital del 2005, che è risultata essere la più votata in assoluto dagli ascoltatori, invitati a scegliere la frase del cuore del cinema italiano.

Con Totò e Sophia Loren Miseria e Nobiltà (1954) è uno dei film più celebri del grande comico napoletano ed è tratto da una farsa del grande commediografo Eduardo Scarpetta. Totò veste i panni dello scrivano pubblico don Felice, che assieme a don Pasquale, fotografo ambulante, vive in povertà. Fino a quando i due ricevono la visita del marchesino Eugenio che fa loro una strana proposta: Eugenio è innamorato della figlia di un arricchito, un ex-cuoco e propone a don Felice e a don Pasquale di fingersi suoi parenti e di accompagnarlo, travestiti, dal padre della fanciulla per chiederne la mano. Il divertimento è assicurato e poi la scena dell’abbuffata di spaghetti è immortale. Un vero e proprio inno alla pasta dove tutti ballano sul tavolo, mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca affinché nessuno li porti loro via.

Il film è uno di quelli che non si dimenticano: I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli. Una sgangherata banda di ladri scava nei sotterranei per arrivare al tesoro del Monte di Pietà, invece si ritrova in una cucina qualunque. Ma non tutto è perduto: c’è la pasta e ceci. Se le tasche resteranno vuote, almeno la pancia si riempirà.

E fuori dai confini italiani? Se ci sono molte pellicole del cinema italiano in cui si omaggia il piatto del Bel Paese più famoso nel mondo, all’estero i nostri spaghetti come se la cavano?
Vi lasciamo con una GIF, un’immagine animata di uno dei film Disney più amati di sempre, una delle scene più romantiche e tenere del cinema d’animazione. Ve li ricordate, Lilli e il Vagabondo, alle prese con un piatto di spaghetti e polpette?