Interviste

8 giugno 2018

Cinema e omofobia – Facciamo cultura insieme a Irene Facheris

di Anna Pertile
Continua a leggere

Giugno è il mese del Pride per la comunità LGBT+ e non solo. Da domani in diverse città italiane inizieranno ad esserci sfilate colorate per celebrare l’essere orgogliosi di ciò che si è e di accettare ogni essere umano come tale a prescindere dal suo orientamento sessuale o identità di genere.

Su queste tematiche esistono pensieri agli estremi: omofobia, transfobia e bifobia sono all’ordine del giorno. Se ne parla, ma se ne parla abbastanza? E soprattutto, se ne parla con rispetto?
Non dimentichiamo di quanto il mondo della comunicazione influisca sull’opinione pubblica. Anche il cinema, quindi, può essere partecipe nel plasmare le idee del proprio pubblico.

Abbiamo fatto qualche domanda su cinema e comunità LGBT+, acronimo che verrà ripetuta spesso in questo articolo e che viene utilizzato come termine collettivo perLesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender .

A risponderci c’è Irene Facheris, psicologa e videomaker che si occupa di formazione, parità di genere e influenza sociale.
Irene è inoltre fondatrice e coordinatrice del progetto che ha vinto per diverse volte il titolo di miglior sito LGBT d’Italia: Bossy, una realtà che si occupa di discriminazione e disuguaglianza maschile e femminile, si batte per i diritti LGBT+ e va sempre oltre gli stereotipi.
Chi meglio di lei poteva dare risposta ai nostri interrogativi?

Negli ultimi anni sono aumentati i film che raccontano storie di amori omosessuali o che ci presentano personaggi transessuali. Chiamami col tuo nome, Una donna fantastica, La battaglia dei sessi e Atomica Bionda sono solo alcuni dei titoli del 2017 che trattano tematiche LGBT+.
Anche nelle serie televisive vediamo un aumento dei personaggi omosessuali, bisessuali, transgender o queer. Secondo i dati raccolti da GLAAD, nel 2018 si è arrivati alla percentuale di protagonisti televisivi LGBT+ più alta nella storia, ovvero il 6,4% .
A cosa pensi sia dovuto questo aumento?

Credo che i fattori principali siano due: consapevolezza ed economia.
Si sta facendo cultura su questi temi, se ne parla sempre di più, perciò questi passi avanti si vedono anche in televisione. Ovviamente, parlandone per qualcuno diventano una “moda”, un’onda da cavalcare. Quindi qualcuno lo fa perché è giusto, qualcun altro lo fa perché porta soldi. Mi viene da dire che l’importante è farlo e se la mera ragione economica ha come effetto collaterale comunque un aumento di cultura, va bene così.

Gli Oscar sono stati presentati nel 2014 da Ellen DeGeneres e nel 2015 da Neil Patrick Harris, entrambi personaggi dello spettacolo americano apertamente omosessuali e grandi sostenitori delle campagne per i diritti LGBT+. L’Academy e l’inarrestabile Hollywood sono davvero passate oltre l’omofobia?

Ho come la sensazione che Hollywood al momento abbia problemi più grandi di dell’omofobia… Devono stare talmente tanto attenti a non parlare troppo di stupri e rape culture, che i gay hanno smesso di fare paura e anzi, dare spazio alla comunità LGBT+ li fa sembrare tanto progressisti, quindi fa anche gioco. Forse è un pensiero troppo cinico, di sicuro c’è qualcuno che lo fa perché è una brava persona, ma credo che per molti altri parlare del tema X sia solo un modo per continuare a non parlare del tema Y. Sicuramente però siamo nel 2018 e fortunatamente si può parlare di diritti LGBT+ senza che qualcuno si metta le mani nei capelli (almeno nella maggior pare dei luoghi).

Sul sito di Bossy troviamo una tua descrizione che si conclude con “Ma tanto tutti se la ricordano per aver parlato male di 50 sfumature di grigio su internet”.
Il legame tra la tua reputazione digitale e il cinema è molto stretto, quindi. Inoltre, sul tuo canale YouTube, dal nome cimdrp, si possono vedere diverse recensioni e dei video hanno preso il nome di Equality Review. Che tipo di influenza credi possa avere il cinema sulla società? Di quali valori è ambasciatore il grande schermo? E di quali messaggi dovrebbe invece farsi carico?

Il cinema, così come i media in generale, hanno il compito di raccontare una realtà possibile, affinché il pubblico possa familiarizzare con questa e farla diventare davvero parte della propria quotidianità. Vedere due donne sposarsi è possibile, raccontarlo aiuta il mondo ad essere più inclusivo. Purtroppo anche incontrare un uomo che abusa di te con la scusa del BDSM è possibile e in questo caso raccontarlo al cinema chiamandolo “grande amore” (come succede nella saga delle 50 sfumature) forse non è un’idea così tanto furba, socialmente parlando.

In un tuo video per il mese del Pride, hai consigliato quattro pellicole LGBT+: Pride (2014), A Wong Foo, grazie di tutto! (1995), The Danish Girl (2015), Boys Don’t Cry (1999). A distanza di un anno da quel video, hai scoperto qualche nuovo film che consideri imperdibile? Qualche perla cinematografica poco conosciuta che andrebbe vista?

Assolutamente esilarante (e con una Mama Ru out of drag da applausi) è But I’m a cheerleader (2000). Per un tuffo nella fine degli anni ’90, trashissimo e super queer.

Ian McKellen, Ellen Page, Lana Wachowski e molti altri attori o registi sono grandi attivisti nella lotta per i diritti LGBT+. Se dovessi parlare di una sola personalità di Hollywood che sta facendo molto per la comunità, chi sceglieresti?

Credo che a Ellen DeGeneres vada dato il premio per la costanza. Lo fa da sempre, da prima che diventasse una cosa positiva, eppure è sempre riuscita a non essere “la lesbica”, a non rientrare nello stereotipo. Continua a farsi conoscere per come è, ricordando che il suo orientamento sessuale è solo una minima parte della sua personalità. E questo funziona, il pubblico (anche quello più conservatore) la ama perché è Ellen, che è tantissime cose, tra cui una donna lesbica che fa attivismo per la comunità LGBT+.

Per concludere non ci resta che invitarvi a partecipare ad un Pride o, perché no, anche a più di uno.

Eccovi un elenco dei prossimi eventi:
9 giugno 2018: Roma Pride 2018Trento Dolomiti Pride 2018Pavia Pride 2018.
16 giugno 2018: Caserta Pride 2018,Torino Pride 2018Varese Pride 2018,Siracusa Pride 2018Mantova Pride 2018Liguria Genova Pride 2018, Siena Pride, Toscana Pride 2018, Barletta Pride 2018.
23 giugno 2018: Catania Pride 2018.
30 giugno 2018: Milano Pride 2018, Pompei Pride 2018Perugia Pride 2018, Padova Pride 2018.