Interviste

7 giugno 2017

La Mummia è al cinema: intervista all’egittologo Zahi Hawass

di Anna Martellato
Continua a leggere

Mentre Tom Cruise si diletta a sconfiggere l’ennesima mummia (la nuova versione de La Mummia molto horror e poco egizia esce nelle sale l’8 giugno con Universal Pictures) noi abbiamo chiamato in causa il più grande egittologo vivente, il cui nome è conosciuto anche dai meno avvezzi alla materia: Zahi Hawass, Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie nonché archeologo di fama mondiale apparso in documentari e telegiornali di tutto il globo.

In un mondo in cui l’archeologia in Nord Africa è stata (ed è) in serio pericolo, preda dell’Isis (cui l’Occidente risponde a colpi di populismo e retorica), Hawass è una voce fuori dal coro. Perché l’antico Egitto ha un grande mistero irrisolto. Molti sono i suoi segreti ancora nascosti, ancora da scoprire. Ma di sicuro l’antico Egitto ci insegna qualcosa di importante che possiamo – e dovremmo – imparare.

L’antico Egitto può ancora svelarci nuove sorprese?
Certo, ci sono ancora molte sorprese che l’antico Egitto può rivelarci. Come ciò che si nasconde dietro le porte segrete della Grande Piramide, ossia la Piramide di Cheope; la tomba ancora da aprire del grande sacerdote Imhotep, le molte tombe dei sovrani del Nuovo Regno ancora nascoste nella valle dei Re, la tomba di Alessandro Magno e la tomba di Cleopatra.

Dove si stanno dirigendo oggi lo studio e le ricerche degli egittologi?
Gli egittologi si stanno concentrando nell’archeologia in generale, alcuni studiano la lingua e stanno iniziando ad implementare l’uso delle nuove tecniche e tecnologie in archeologia. Ci si sta focalizzando anche sulla documentazione, specialmente la documentazione digitale, che sta diventando molto popolare, tanto quanto la conservazione e l’organizzazione dei siti.

Qual è il mistero irrisolto più grande dell’antico Egitto?
Il più grande mistero dell’antico Egitto sono i segreti nascosti dietro le porte che si trovano all’intero della grande piramide di Cheope. Quelli restano i grandi misteri irrisolti dell’antico Egitto, per me.

Il mondo moderno può imparare qualcosa dall’antico Egitto?
Il mondo moderno dovrebbe imparare l’idea di un progetto nazionale e come chiunque e ognuno può lavorare nella direzione di uno scopo. Nell’antico Egitto, gli egiziani lavoravano nella stessa direzione per realizzare un progetto, come la costruzione della piramide di Cheope. Così anche il mondo moderno dovrebbe imparare dall’egiziano che lavorava e concepiva il mondo sulla base dei principi di Maat: l’antico concetto di giustizia e verità.

L’archeologia è importante in Italia. Si sta facendo abbastanza?
L’Italia sta facendo lavori molto importanti nel campo dell’archeologia e della conservazione e i siti non sono affatto trascurati, bensì molto ben preservati.

Perché le nuove generazioni dovrebbero andare al museo?
Le nuove generazioni dovrebbero andare nei musei per imparare dal loro passato. Così da poter pianificare e quindi avere un buon futuro.