Interviste

28 aprile 2017

Storia di una giovane sceneggiatrice italiana che lavora a Hollywood

di Giulia Sambo
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Storia di una giovane sceneggiatrice italiana che lavora a Hollywood

Quale storia raccontare, a quale impresa ispirarsi, il 1 maggio – giorno in cui in molti Paesi del mondo si celebra la Festa dei lavoratori?

Quella di una ventisettenne italiana come tante, una siciliana bionda e solare, che ha lasciato la sua terra per inseguire un sogno: lavorare, per davvero e ad altissimi livelli, nel business del cinema e della televisione americani.

La nostra intervista a Gaia Violo (occhio al suo nome, abbiamo la sensazione che lo rivedremo presto sui portali di settore), ex studentessa del Liceo Classico che con determinazione e un pizzico di follia si è messa in testa di lasciare un segno a Hollywood – per cominciare ha messo la firma su una nuova serie con Stana Katic, già protagonista femminile di Castle.

Iniettatevi subito questa bella dose di ottimismo, cogliete al volo spunti e consigli in arrivo direttamente da Los Angeles.

Il cinema, per te. Che cos’è stato, che cos’è, che cosa sarà?
Da piccola il cinema rappresentava un modo per chiacchierare con mio nonno. Passavamo i pomeriggi a guardare Hitchcock, westerns, vecchi film in generale. Il cinema avrà sempre un valore sentimentale per me. Crescendo è diventato un po’ una scuola di vita e un modo per raccontare me stessa e chi mi circonda.

Vivi e lavori a Los Angeles, già questa una conquista: di che cosa ti occupi di preciso?
Sono una sceneggiatrice. Scrivo sceneggiature per il cinema e la televisione. Ho ideato una serie per Sony AXN intitolata Absentia qualche anno fa, anche se esce solo adesso. In questo momento sono sotto contratto come scrittrice alla Disney nel dipartimento film live action.

Come è successo? Che cosa hai fatto per trasformare il tuo sogno in realtà?
In Disney hanno letto due mie sceneggiature per la televisione, che sono piaciute (anche se piuttosto dark), e mi hanno fatto un’offerta che ho accettato. Ho scritto Absentia durante il primo anno del master alla UCLA. Ho avuto la fortuna di vincere qualche concorso e di essere notata dal mo manager e dai miei agenti. Da lì in poi ho iniziato a lavorare a tempo pieno. Come ho fatto? Non penso esista una strategia precisa o una strada che valga per tutti. Aiuta fare la gavetta come assistente o tirocinante in studios, management companies, agencies – insomma nel cuore del business. Leggere tante sceneggiature, capirne la struttura ed esercitarsi molto. Avere dei mentori che ti sanno consigliare mentre navighi il mondo del lavoro (che è diverso da quello creativo) è importante. Non avere paura delle critiche ed essere pro-positivi aiuta.

Secondo te, e in base ai tuoi contatti/esperienza, traguardi così sono possibili solo in America?
Non necessariamente. Nel mio caso, sin da piccola volevo lavorare ad Hollywood quindi non ho mai provato a lavorare in Italia e so poco degli ostacoli che gli scrittori italiani devono affrontare. L’America sicuramente ti da un’opportunità. Si vive quell’idea che se lavori sodo, le persone ti notano a prescindere da dove vieni e chi sei. È abbastanza meritocratica.

Abbiamo appunto letto che hai scritto tu il copione di Absentia, serie thriller con Stana Katic. C’è altro che dovremmo sapere (o vorresti raccontare)?
Su Absentia? Non posso, sorry.

Al momento su che cosa stai lavorando?
In questo momento sto lavorando ad un film (live action) per la Disney, ma non posso dire altro perché anche in questo caso è un segreto professionale.

3 consigli che vorresti dare ai giovani italiani interessati a lavorare nel mondo del cinema/serie tv.
Scrivete tanto e inviate il vostro materiale a festivals o concorsi. Cercate di trovare un’internship per lavorare in una casa di produzione/studio. E’ il modo più facile per farvi notare. Investite nell’istruzione, in corsi di valore.