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11 aprile 2019

Buco nero: Einstein e Nolan avevano ragione

di Gaia Giuffredi
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La foto che tutti stavamo aspettando è arrivata.

I buchi neri hanno finalmente un “volto”.

Che esistessero era già stato dimostrato tre anni fa, ma le scienziati scalpitavano per passare dalla teoria ai fatti.

La foto che abbiamo non sarà perfetta… ma intanto c’è.

Possiamo vedere una sfera scura contornata da un anello rosso di gas ad altissima temperatura che precipita dentro questo gorgo.

La sua massa è enorme, non lasciatevi fuorviare dalla foto: dicono che questo mostro cosmico corrisponda a qualcosa come quattro miliardi di stelle come il Sole. Lo hanno trovato al centro della galassia Messier 87 (M87), nell’ammasso della Vergine, distante 55 milioni di anni luce.

Il che significa anche la foto è vecchia di 55 milioni di anni.

Ma rimane comunque un momento epocale, che possiamo paragonare, senza credere di puntare troppo in alto, all’allunaggio del 1969.

E a questa scoperta ha partecipato anche l’Italia, quindi possiamo andarne doppiamente orgogliosi.

Siamo di fatto di fronte alla conferma che la Teoria della Relatività di Einstein era corretta.

Non solo.

Tutti i film che sono stati girati e che tenevano in considerazione questo assunto avevano ragione.

Ma a quali pellicole mi riferisco?

L’ultima in linea temporale è sicuramente Interstellar (2014). E, messe a confronto l’immagine del buco nero diffusa ieri e il design scelto dal Christopher Nolan, certamente lasciano a bocca aperta per quanto siano simili.

Questo perché Nolan aveva un punto fermo, mentre scriveva la sceneggiatura insieme al fratello Jonathan, ossia che nessuna legge fisica sarebbe stata violata. Il suo film sarebbe dovuto essere un qualcosa di accurato e quasi provabile, non un’opera di fantasia che “piega” a proprio uso e consumo il sapere della scienza. Per questo motivo venne assunto un consulente, Kip Thorne, un fisico teorico che è poi stato Premio Nobel per la Fisica nel 2017 per la scoperta delle onde gravitazionali.

Chiaramente ciò che vediamo in Interstellar è un qualcosa di “abbellito” e reso visivamente gradevole per uno spettatore medio, che va al cinema per godersi un film e non per assistere a una lezione di astrofisica, ma ora che abbiamo una foto di come i buchi neri effettivamente siano, possiamo quasi dire che quello di Nolan ha solo ricorso a un po’ di chirurgia plastica!