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15 maggio 2019

David Benioff e Dan Weiss: dal Trono di Spade a Star Wars

di Gaia Giuffredi
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David Benioff e Dan Weiss: dal Trono di Spade a Star Wars

Avevo cominciato ad accennarvi alla cosa qualche tempo fa perché aveste tempo di metabolizzare la notizia. 

Ma sono stata un’illusa… una sciocca. 

Per una notizia del genere non ci sarà mai abbastanza tempo.

È ufficiale, signori e signore, i mitici D&D – al secolo, nonché all’anagrafe, David Benioff e Dan Weiss – saranno a capo del progetto della nuova trilogia di Star Wars che la Disney ha commissionato.

Urrà.

Posso immaginare che abbiate reagito più o meno così.

E il more è riferito al fatto che stavate sicuramente già trincando di brutto dal primo annuncio, nella speranza di dimenticare ogni cosa. 

Purtroppo nemmeno Cersei può salvarci. E nemmeno bere fino a perdere i sensi è consigliato, dato che poi nessuno vi paga un fegato nuovo o è pronto a darvi il proprio. 

Quindi ecco… state fermi che è meglio. 

È naturale, però, reagire così a una news del genere e non dovete essere soltanto dei (delusi) fan di Game of Thrones per avere le mani già a metà strada verso i capelli. 

Posso avere l’umiltà di ricordarvi che l’ultima volta che D&D hanno lavorato a un progetto tutto loro hanno finito col scrivere una serie tv in cui immaginavano un’America in cui il Sud avesse vinto la Guerra di Secessione? 

Ha avuto tutto tranne che una bella accoglienza sul web.

Addirittura c’è chi l’ha definita una fan fiction sulla schiavitù e su Twitter era andato subito in tendenza l’hashtag #NoConfederate.

Un successone, insomma.

Avanti tutta, HBO.

C’è da dire, però, che D&D non sono sempre il male incarnato. 

Non sempre Satana si è servito di loro per i propri scopi.

E tu non fare così, che è vero.

Prendiamo Game of Thrones.

Alla fine, è il prodotto sul quale hanno lavorato più a lungo e, per un certo periodo di tempo – anche abbastanza lungo – è stata La Serie per eccellenza. 

Aveva tutto: intrighi di corte e giochi di potere, politica, azione, tette e draghi. In pratica, il suo pubblico era chiunque avesse occhi per guardare.

Ma, soprattutto, c’erano delle solide basi su cui costruire il tutto. 

George R. R. Martin avrà anche mille difetti, ma ha consegnato a David e Dan – nonché a noi spettatori e lettori – un mondo completo che aspettava solo le giuste penne per essere trasposto. Le radici c’erano, anche buona parte del tronco. E per qualche anno tutto è andato a meraviglia, la chioma che i due sceneggiatori e il loro team disegnavano era il coronamento perfetto di anni e anni di lavoro dietro a una scrivania. 

Poi, però, il patatrac. 

In maniera inversamente proporzionale rispetto ai premi e al pubblico raggiunto, la qualità dello show cominciava a calare. 

È andato più o meno tutto bene fino a quando Martin faceva loro da consulente.

Ma da quando la pressione per l’uscita degli ultimi due libri – che, ricordiamolo, qui aspettiamo più o meno pazientemente dal 2012 – si è fatta sempre più pesante, ecco che il barbuto zio George ha pensato bene di lasciare tutto nelle mani dei grandissimi Benioff e Weiss. Ai quali, in teoria, aveva dato abbastanza suggerimenti per finire la serie tv in maniera degna. 

Vogliamo sperare che quel post-it sia andato perso. 

Soprattutto vista anche la piega che hanno presto storylines e personaggi nell’ultima puntata. 

ATTENZIONE: DA QUI IN POI SPOILER RELATIVI ALLA 8×05. 

NON FATE POI QUELLA FACCETTA ALLA DAENERYS SE LEGGETE COSE CHE NON VOLEVATE, PERCHÈ ERAVATE STATE AVVERTITI. 

L’episodio andato in onda domenica notte ha lasciato tutti più o meno così:

E questa è stata la reazione più pacata di quelle che ho potuto toccare io con mano.

C’è chi ancora si dice soddisfatto, chi se ne lava le mani alla Ponzio Pilato e dice che, in fondo, noi spettatori non siamo abbastanza qualificati per commentare quello che succede sullo schermo a livello tecnico o a livello di storie personali dei personaggi e di come giungono al termine. 

Rispetto questa opinione, ma mi lascia un po’ perplessa.

D’altronde, il seguire la serie tv da anni, l’aver magari anche aver letto i libri… non mi dà almeno il diritto di dire la mia? E la mia è più o meno questa:

Che siamo in dirittura d’arrivo si sente e si vede.

Che il tutto sia stato velocizzato all’inverosimile anche. 

Forse alcune cose potevano essere fatte meglio, forse avevano solo bisogno di più tempo. Ma è stato deciso che questa ultima stagione dovesse durare solo sei episodi e un po’ ne stanno pagando lo scotto.

Sto parlando, ovviamente, della svolta da Mad Queen di Daenerys e degli ultimi istanti di Jaime. 

Inutile prenderci in giro, Dany ha fatto di tutto, nelle passate sette stagioni, per sopire questo suo lato più guerrafondaio, ascoltando i consigli di chi le stava accanto. Ha un animo gentile, è sempre stata dalla parte dei più deboli e se uccideva o faceva arrosticini di gente se la prendeva sempre con gli “stronzi della situazione”. Perdonate l’alto valyriano, ogni tanto scappa.

A Essos era la Mhysa del popolo, amata e acclamata.  

Chi l’ha seguita, chi ha giurato fedeltà a lei, lo ha fatto perché la vedeva diversa dal padre e da Viserys. Lo stesso Varys, che le ha voltato le spalle nell’ultimo episodio e che per questo è diventato un kebab senza scibolla, era stato uno dei suoi più fervidi sostenitori, nonché fautore dell’incontro tra la Khaleesi e Tyrion.

Ma evidentemente si doveva chiudere col botto e quindi matta col botto c’è diventata lei. 

Che per carità, vederla discendere in una spirale di pazzia a un passo dal raggiungere ciò per cui aveva sempre lottato e combattuto sarebbe stato veramente interessantepeccato che non si sia visto. E nonostante quello che D&D vogliono farci credere ultimamente, loro in passato hanno sempre difeso il suo personaggio, erano sempre in prima linea a dire che lei era diversa e che sarebbe stata una buona regina.

Chissà, forse hanno battuto la testa nella notte.

Fatto sta che nell’episodio di domenica l’abbiamo vista bruciare gente a caso per le strade di Approdo del Re dopo che la città si era arresa e che le truppe dei Lannister avevano gettato le spade a terra. E, soprattutto, dopo che le tanto famose campane erano state suonate. Che Tyrion ci teneva tanto a quelle campane, povera stella… Ha passato tre quarti dell’episodio a nominarle a chiunque incontrasse.

E vabbe’.

Come canta anche Loredana Berté: è andata così. 

Vedremo come concluderanno il tutto settimana prossima.

Altra storyline che non ha soddisfatto i più è stata quella di Jaime. Non tanto quella di Cersei, che comunque non poteva aspirare a un lieto fine arrivati a questo punto, ma ciò che ha davvero stupito la maggior parte degli spettatori è stato il vedere Jaime davvero tornare da lei, riscoprendosene innamorato.

Dopo un percorso di redenzione durato stagioni. 

Dopo il finale della settimana stagione in cui era finalmente riuscito a separarsi da lei.

Dopo la notte di passione con Brienne.

Ammetto di essere perplessa.

Ma ammetto anche di non avere un cuore totalmente di pietra e che mi sono sciolta in questa scena.

Forse per Cersei è un finale troppo “dolce”, morire tra le braccia dell’uomo che ama, forse far tornare Jaime – dopo quel duello/farsa con Euron sul quale non mi esprimerò e che faremo tutti finta di non aver mai visto – ha fatto involvere il personaggio… ma alla fine sono morti come sono venuti al mondo e come hanno vissuto: insieme. Potremmo vedere il lato poetico del tutto. 

Potremmo. 

E ora non ci resta che una settimana di agonia.

Una settimana per vedere chi siederà sul trono di spade, sperando che non finisca tutto a tarallucci e vino, con Daenerys uccisa per mano di Arya, Jon che smantella quella sedia di ferro dall’aria scomodissima e smembra i Sette Regni rendendoli autonomi, Sansa che regna sul Nord.

A ‘sto punto, forse, meglio tutti morti. 

E non ci resta anche che sperare che D&D facciano un lavoro decente con la nuova trilogia di Star Wars che, vi ricordo, non vedrà però la luce prima del 2022. Quindi ecco, di tempo per pensare ne hanno. Chissà, magari si circonderanno di un team di esperti e ci consegneranno qualcosa di epico.

Questo, oppure, per citare Sansa

e l’unica cosa che ci aspetta sarà una guerra spaziale con secessionisti a cavallo di draghi che sputano laser a casaccio sulla gente. Ma, soprattutto, nessuno che rispetta il suono delle campane.