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20 marzo 2019

Disney e Fox: ecco tutti i dettagli dell’accordo del secolo

di Gaia Giuffredi
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Scordate la classica mezzanotte di dicembre, i trenini e i fuochi d’artificio… è quella di questa notte che ha segnato l’inizio di una nuova era per il mondo della cinematografia.

Erano le 00.02, a voler essere precisi fin nel midollo, e il fuso orario quello della costa atlantica – il che significa le sei del mattino qui in Italia – quando l’accordo del secolo è stato firmato: la Disney è ora ufficialmente la proprietaria del 60% della 21st Century Fox. Il restante 40% non era in vendita, già scorporato e “riassemblato” ieri nella nuova Fox, ma anche così parliamo di cifre e numeri impressionanti.

A partire dal prezzo.

Questo braccio di ferro tra Fox e Disney va avanti ormai da due anni ed è arrivato a un termine anche grazie alla mostruosa cifra che la Disney ha dovuto tirare fuori dal portafoglio: 71.3 miliari di dollari in contanti (però no, purtroppo no, non di piccola taglia e messi in una valigetta abbandonata nel cestino di un parco di periferia) e di azioni.

Per smuovere la Fox e convincerla a firmare, la Disney ha dovuto prima ottenere il via libera dalle varie commissioni antitrust americana, europea, cinese e sudamericana e ha poi dovuto vendere 22 reti regionali sportive negli States, tutte quelle in Brasile e Messico – che solo così hanno dato la loro approvazione – e le quote in Lifetime e History in Europa.

Questo accordo prevede anche altro. Per infatti potersi dire proprietaria degli studi cinematografici Twientieth Century Fox, Fox Searchlight Pictures, Fox 2000 Pictures, gli studi televisivi Fox Family, Fox Animation, Twientieth Century Fox Television, FX Productions, Fox 21, dei canali televisivi FX Networks, National Geographic Partners, Fox Networks Group International, del gigante televisivo internazionale Star India e delle quote nella piattaforma streaming Hulu, in Tata Sky e in Endemol Shine Group, la Disney ha dovuto promettere tanto. E questo tanto è ricaduto sulla pelle di molti dipendenti, dal momento che per ricevere l’ok dagli azionisti si è dovuto garantire un risparmio di due miliardi di dollari all’anno. Non si sa ancora il numero preciso, ma saranno licenziate tra le 4.000 e le 10.000 persone in tutto il mondo per far quadrare i nuovi conti.

La Disney riesce però a vedere solo il bicchiere mezzo pieno, al momento.

“È un momento storico e straordinario per noi,” ha dichiarato in un memo Bob Iger, vero architetto dell’operazione insieme a Rupert Murdoch.Combinando la ricchezza dei contenuti creativi e dei talenti della Disney e della 21st Century Fox creeremo la preminente compagnia d’intrattenimento globale, ben posizionata per guidare un’era incredibilmente dinamica e trasformativa”.

Iger non esagera quando si riferisce a questo come a un momento storico. La Fox, infatti, da oggi cessa di essere una delle sei Major, di quelle che hanno fatto la storia del cinema insieme a Warner, Universal, Sony, Paramount e Disney stessa. Decisamente un qualcosa di epocale, che va a ridefinire molti equilibri.

Ora la Disney possiede un catalogo talmente ampio che, al lancio della sua piattaforma online Disney+ a fine anno, potrà tranquillamente competere con i due giganti della categoria, Amazon Prime e Netflix. Con il franchise di Avatar, Simpson, Griffin, X-Men e tanti altri, tutti provenienti dalle scuderie Fox, la scelta sarà talmente ampia e allettante che sono molti gli utenti che non vedono l’ora di sottoscrivere il loro abbonamento.

E c’è anche qualcun altro che non vede l’ora di imbarcarsi in questa nuova avventura.

Ryan Reynolds è stato tra i primi attori a commentare questa fusione e l’ha fatto con l’ironia che lo contraddistingue, postando questa foto sul proprio profilo Instagram, dicendo di sentirsi “come un bambino al primo giorno di scuola. Il costume di scena di Deadpool non poteva mancare e aggiunge solo epicità alla cosa.

E voi invece cosa ne dite? Mossa azzardata o chi non risica non rosica?