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25 gennaio 2019

Fast and Furious si tinge di rosa?

di Gaia Giuffredi
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La domanda comincia a nascere spontanea: che tutti questi reboot al femminile di film cult non siano altro che un modo per avere pubblico in sala senza sforzarsi troppo?

Dopo Ghostbusters (2016), Ocean’s 8 (2018) e Bumblebee (2018), ognuno meno che un capolavoro, ecco che Vin Diesel ci conferma lo spin-off in rosa su Fast and Furious, annunciando che anche le sceneggiatrici saranno donne.

Ora, qui è una donna che scrive, quindi certe cose posso permettermi di dirle: possiamo fare anche basta? Non è questo il femminismo. Non è questo che il #MeToo vuole e voleva. Femminismo è assumere una sceneggiatrice perché quello che ha scritto piace e funziona, non perché serve in quanto tutto di quella pellicola e ciò che le ruota attorno deve essere donna. Femminismo è avere tutti le stesse opportunità, non essere favorite in base al proprio sesso. Che a questo punto diventa la stessa cosa che essere discriminate… perché mi viene da chiedermi se mi avresti mai offerto un contratto se non fossi stata donna.

Ma a quanto pare, ultimamente è difficile che il cinema Oltreoceano sforni qualcosa di nuovo e di originale. Qualcosa che non sia un remake o un reboot. Basti pensare anche alla Disney. Che sì, non ha mai fatto mistero di usare – soprattutto agli inizi – fiabe e leggende già esistenti per i propri cartoni animati. Ma copiare se stessi? Siamo davvero arrivati a questo?

Certamente la CGI negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e i prodotti sono dei piccoli capolavori… ma non si potrebbe applicare questa tecnica a qualcosa di nuovo?

Davvero ogni singola vena creativa si è esaurita?

Non voglio crederci.

Voglio pensare che questo nuovo spin-off tinto di rosa sia stato pensato in maniera armonica all’interno dell’universo allargato di Fast and Furious e che non sia soltanto l’ennesimo “cavalcare l’onda femminista e femminile” perché è più facile.

Che si sappia una cosa, però: Geneva Robertson-Dworet (ha co-sceneggiato Captain Marvel), Nicole Perlman (suo il primo film dei Guardiani della Galassia) e Lindsay Beer (sceneggiatrice del film di Netflix Sierra Burgess è una sfigata e l’adattamento cinematografico Chaos Walking) dovranno scrivere un copione coi fiocchi per convincermi ad andare al cinema e a non scaricarlo da internet. Ma con i loro curricula di tutto rispetto, potrei quasi dare loro una chance.