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1 aprile 2019

Jim Carrey vs Alessandra Mussolini: è guerra su twitter!

di Gaia Giuffredi
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Alessandra Mussolini. Jim Carrey.

Che cos’hanno in comune questi due nomi?
Nel mondo reale nulla. Nell’universo parallelo nel quale stiamo vivendo nelle ultime ventiquattro ore, invece, ad accomunarli c’è uno scontro social che ha dell’incredibile.

Tutto è cominciato quando l’attore ha postato sul proprio account Twitter una vignetta di sua firma che ritraeva Benito Mussolini e Claretta Petacci a testa in giù, come nel giorno della loro esecuzione a piazzale Loreto. A ciò, Jim Carrey ha aggiunto il commento “Se vi state chiedendo a cosa porti il fascismo, chiedete a Benito Mussolini e alla sua amante Claretta”.

In un attimo, come c’era da aspettarsi, quel tweet è diventato virale. Jim Carrey è entrato in tendenza e il tutto è arrivato all’orecchio della nipote del Duce, che ha replicato, nei commenti al post di Carrey, con un delicatissimo “Sei un bastardo”.

A intervenire nella questione, a questo punto, è stato Evan O’Connel, dirigente del reparto comunicazione di Ernst & Young, che di certo alla europarlamentare non le manda a dire.

Penso tu stia confondendo Jim Carrey con quell’assassino di tuo nonno” è il duro commento. Alessandra non arretra di mezzo centimetro e tiene campo e risponde: “Oppure con qualcuno della tua famiglia”.

Evan O’Connel non perde tempo e risponde ancora: “Mio nonno ha combattuto per liberare l’Europa da gente come tuo nonno”; facendo capire meglio agli ignari per quale motivo stesse schiumando così tanto di rabbia.

Difficile è però battere una maestra di dialettica come Alessandra Mussolini. Insieme al fido Google Traduttore, sforna la risposta che mette a tacere tutti: “Vuoi un applauso?” scrive in un inglese maccheronico.

È a questo punto, però, Alessandra capisce che è inutile continuare la bagarre con uno semi sconosciuto, per quanto con la spunta blu, e decide di incanalare tutte le sue energie contro Jim Carrey.

Fa qualche ricerca sulla storia americana e poi torna su Twitter, convinta ora di avere Jim Carrey – che in tutto questo ancora non ha ancora risposto – in scacco.

Ma come dice il detto, non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco…

La serie di tweet con i quali attacca l’attore, infatti, riguardano sì gli anni più bui della storia americana – vengono citati l’apartheid, lo schiavismo, il massacro dei nativi americani e la bomba atomica – ma l’europarlamentare non ha tenuto conto di una cosa: Jim Carrey non è americano, bensì canadese. E con quello che è stato fatto negli U.S.A. nei secoli scorsi c’entra poco e niente. Sarebbe come accusare noi italiani di qualcosa che hanno fatto gli svizzeri, per dire, solo perché ci troviamo dall’altra di un confine.

Che dire? Anche qui, sarebbe bastato tenere a mente conosci il tuo nemico.

E Jim Carrey, in tutto questo?

Dire che non si sarebbe aspettato il polverone, sarebbe da ingenui. E soprattutto si cadrebbe nello stesso errore di Alessandra Mussolini: l’attore canadese non è affatto estraneo a questo tipo di polemica, ma soprattutto non ha mai fatto mistero della propria posizione politica. Più e più volte ha attaccato Trump, definendo il Presidente “simile a un cane rabbioso o a un principe rettiliano“.

La sua replica di sole quattro parole è: Chi è Alessandra Mussolini?

Sipario.