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25 luglio 2019

Men in Black International sarà all’altezza del proprio passato?

di Marco Rizzini
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Era il 1997 quando al cinema tutti quanti ci innamorammo della saga di Men in Black. Will Smith e Tommy Lee Jones oltre ad aver sbancato il botteghino, rimasero poi nell’immaginario di tutti noi – orfani di X-Files e del complottismo da Area 51 – come i buoni.

Men in Black era un film d’azione, che ricordava Star Wars per la moltitudine delle varie forme di vita planetarie oltre che allo charme di 007. Il tutto, riuscendo a far ridere e sorridere per quasi due ore.

Dopo tanti anni e dopo una trilogia che concludeva un ciclo narrativo, ecco ritornare sul grande schermo i rappresentanti di questa organizzazione segreta dedita al “controllo” della vita aliena. Men in Black: International vede nuovi agenti segreti impegnati in nuove avventure: cambieranno gli attori ma non cambierà il successo della pellicola?

Per stare al passo coi tempi e con le mode di Hollywood, troviamo una protagonista di sesso femminile afroamericana, la bella Tessa Thompson già ammirata in Creed 1 e 2, the Avengers: Endgame e nella serie, gioiello sconosciuto che consiglio a tutti, Westworld.

L’altro agente in completo nero è invece quel gran manzo di Chris Hemsworth, il Thor dell’universo Marvel ma anche il protagonista dell’ottimo Rush e uno de I 7 sconosciuti a El Royal. La regia è di un veterano come F. Gary Gray, quello de Il negoziatore e Fast & Furious 8.

Questo reboot della saga di Men in Black sarà all’altezza dei suoi predecessori? Speriamo di non aver bisogno dello sparaflash per dimenticare qualche indegna visione!