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17 aprile 2019

RaiMovie chiuderà davvero? Ecco le ultime notizie

di Gaia Giuffredi
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Che lo streaming – pirata o legale che dir si voglia – abbia messo in crisi i modi canonici di fruire del cinema e delle serie tv è storia vecchia.

Ora non serve più comprare guide su guide, consultare siti e pregare che il proprio film preferito venga mandato in onda proprio quella sera in particolare, oppure che i diritti della propria serie del cuore siano stati comprati dall’emittente X e che con il doppiaggio non ci mettano tempi biblici.

Tutto quello che un utente medio basta che faccia è aprire il proprio pc – o smartphone, o tablet, o quello che è – e cercare in rete quello che vuole.

Ci sono fior fior di piattaforme che offrono cataloghi amplissimi tra serie tv, film e documentari… la televisione sta quasi diventando obsoleta, è superata.

Quindi, giustamente, la televisione che fa per mettersi al passo coi tempi?

Chiude canali di cinema.

No, non è fantascienza e neppure stiamo giocando al gioco dei contrari. È notizia di questo fine settimana che la Rai abbia deciso di sopprimere il canale RaiMovie che, dal giorno della sua creazione, ha fatto il suo sporco dovere trasmettendo film vecchi e nuovi, classici e non, a qualsiasi ora del giorno e della notte con una programmazione ricca e importante.

Fine.

Ciao RaiMovie, è stato bello.

Ovviamente nella conferenza stampa i vertici Rai hanno provato a indorare la pillola. Ma la cura è stata peggiore del male.

La premessa era buona, bisogna dire le cose come stanno, non erano partiti male.

Hanno giustamente detto che il cinema è importante e non può essere limitato a essere trasmesso su un canale solo. Quindi l’idea è di crearne di più.

E fin qui ci siamo.

Così, anche se una sera internet non ti funziona o non ti vuoi cavare gli occhi nel guardare qualcosa da uno schermo minuscolo, ecco che la tua tv torna improvvisamente la punta di diamante dei tuoi elettrodomestici. Più della lavastoviglie dopo il pranzo di Pasqua.

Hanno poi aggiunto che tutto questo porterebbe a trasmettere meno repliche e più novità, e anche qui tanto di cappello. Persino mia nonna e la sua memoria ballerina cominciavano a lamentarsi dell’aridità dell’offerta…

E vogliono anche aprire due canali nuovi, uno interamente in lingua inglese e uno dedicato alle istituzioni.

Poi, però, il disastro.

O la perla, a seconda dei punti di vista.

Perché l’affermazione è talmente ridicola e assurda nel 2019 che fa il giro e diventa quasi geniale.

Vogliono creare altri due nuovi canali, e qui cito direttamente dalla conferenza stampa “uno più orientato al pubblico femminile e uno a quello maschile”.

Okay.

Immediata è stata, neanche a dirlo, la reazione del web.

Eletta Twitter come nuova agorà, è stato lanciato l’hashtag #NonchiudeteRaiMovie, che è entrato subito in tendenza, molti sono stati quelli a gridare allo scandalo: c’era chi sostenevano che una programmazione del genere fosse quasi un insulto all’intelligenza media di un essere umano, che era sessista… c’erano persino donne che, provando a scherzare perché è l’unica cosa rimasta da fare, che hanno sostenuto di essersi scoperte uomini nelle ultime ore, dal momento che i loro film preferiti sono quelli d’azione come quelli dei loro compagni.

Ma non è stata solo una sollevazione popolare, al coro di voci “anonime” si sono unite quelle ben più grosse di attori come Alessandro Gassman, Vinicio Marchioni e Alessandro Borghi. Nessuno dei quali, manco a dirlo, è d’accordo con le nuove direttive Rai.

Ecco le loro parole.

 

C’è chi poi ha deciso di non rimanere con le mani in mano e ha creato una petizione online che vuole raccogliere le firme di tutti coloro che sono contrari a queste novità.

Noi vi lasciamo il link qui, decidete voi cosa fare.