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5 marzo 2019

Tre Piani: il nuovo film di Nanni Moretti è tratto da un libro israeliano

di Gaia Giuffredi
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Tre Piani: il nuovo film di Nanni Moretti è tratto da un libro israeliano

Per vedere nelle sale l’ultima fatica di Nanni Moretti dovremo aspettare un anno, ma la buona notizia è che il primo ciak è stato battuto proprio ieri.

Tornato vittorioso con un Nastro D’Argento da Taormina e candidato anche ai David di Donatello per il suo documentario Santiago, Italia, questa volta il nostro si cimenta con un adattamento.

Firmata anche da Federica Pontremoli (Il Caimano e Habemus Papam) e Valia Santella (Mia Madre), la sceneggiatura viene dal romanzo Tre Piani dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, pubblicato nel 2017 da Neri Pozza. Il film sarà però ambientato a Roma, anziché a Gerusalemme, ma questa non è l’unica sfida da vincere.

Tre Piani è complesso anche dal punto di vista narrativo, dal momento che è il racconto soggettivo delle vite delle famiglie di tre condomini. E la difficoltà sta proprio nel non rendere banale questo continuo scambio tra realtà e suggestione psicologica.

Le tre storie che si intrecciano sono quelle degli inquilini dei tre piani del palazzo.

Al primo troviamo una giovane coppia, Arnon e Ayelet, con una figlia, Ofri, che per esigenze lavorative si trovano molto spesso costretti ad affidare ai vicini di casa, gli anziani Ruth e Hermann. Quando però un giorno Hermann scompare con Ofri, complice anche il fatto che in passato abbia già dato segni di Alzheimer, è un attimo che si scatena il panico in Arnon e Ayelet. Che però, per fortuna, viene ritrovata sana e salva in un frutteto insieme all’anziano. Nonostante il sollievo per il lieto fine, un tarlo comincia a insinuarsi nella mente del padre: che cosa è veramente accaduto tra i due, nelle ore in cui sono stati soli? L’ombra dell’abuso cala sulla casa, mettendo anche in crisi il rapporto dell’uomo con la moglie.

Il secondo piano è occupato da un’altra famiglia, ma di fatto solo da una donna, Hani, che si ritrova sempre sola per via dei continui viaggi di lavoro del marito Assaf. È infelice, ma soprattutto si sente in colpa a esserlo, dal momento che è stata una sua scelta quella di non lavorare per crescere i figli. Tutto cambia quando un giorno suona alla sua porta il cognato, ricercato dalla polizia e alla disperata ricerca di un posto dove nascondersi. Nonostante il marito della donna e quest’uomo abbiano rotto da anni, lo fa entrare e si prende cura di lui.

Infine, al terzo piano vive una giudice in pensione, Dovra, sola al mondo perché rimasta vedova e perché l’unico figlio non la va mai a trovare dal momento che aveva discusso con il padre anni prima. La donna passa il suo tempo immaginando di comunicare con il marito defunto tramite la segreteria telefonica e leggendo Freud. E sarà proprio questa sua lettura a fare da filo rosso alla storia, rendendo più evidente le tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super Io – della personalità, di cui di fatto i tre piani del palazzo sono il simbolo.

La questione psicologica e filosofica legata ai vari piani del condominio è stata così spiegata da Nevo: Al primo piano risiedono tutte le nostre pulsioni e istinti, l’Es. Al piano di mezzo abita l’Io, che cerca di conciliare i nostri desideri e la realtà. E al piano terzo abita Sua Altezza il Super Io, che ci richiama all’ordine con severità…”

Per questo progetto, Nanni Moretti – che si è ritagliato una parte nella sceneggiatura – ha raccolto attorno a sé una serie di star italiane, con alcune delle quali ha già lavorato in precedenza. Vedremo quindi il ritorno di Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Denise Tantucci, Alessandro Sperduti, Anna Bonauito, Paolo Graziosi, Tommaso Ragno e Stefano Dionisi.

La pellicola sarà prodotta da Sacher Film e Fandango, con Rai Cinema e La Pacte, mentre verrà distribuita in Italia da 01 Distribution, in Francia da La Pacte e nel resto del mondo da The Match Factory.