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8 settembre 2016

Venezia 73. Questi giorni di Piccioni, qualche fischio in sala

di Giulia Sambo
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Dopo Piuma e Spira Mirabilis, pellicole italiane in concorso, l’8 settembre è arrivato il turno del terzo e ultimo film che rappresenta il nostro Paese in competizione a Venezia 73: Questi giorni di Giuseppe Piccioni con Margherita Buy, Maria Roveran, Marta Gastini, Laura Adriani e Caterina Le Caselle. Si tratta di una storia sull’amicizia e sul cambiamento, che abbiamo visto in mattinata in proiezione stampa. Applausi timidi e qualche fischio sullo sfondo dei titoli di coda, così (purtroppo) è stato accolto al Lido il lavoro di Piccioni in uscita il 15 settembre grazie a Bim. Leone d’Oro irraggiungibile per l’Italia?

È davvero un peccato, ma anche Questi giorni di Piccioni non è riuscito nell’impresa: gli spettatori hanno lasciato la sala delusi, amareggiati per aver assistito a qualcosa – forse – non all’altezza della sezione concorso a Venezia 73. Noi compresi (ne siamo convinti soprattutto ripensando ad Arrival, Nocturnal Animals, Jackie). Margherita Buy è probabilmente l’unico diamante a brillare, l’unica garanzia: nel film interpreta una madre apprensiva con una figlia bella quasi quanto lei; per mantenerla fa la parrucchiera, e alle clienti dice che è una brava studentessa universitaria. Così è. A Liliana piace andare a lezione, ascoltare attentamente il suo professore preferito e trascorrere il tempo con le sue migliori amiche. Adora Anna e Angela, ma Caterina è la sua amica del cuore. Tra loro c’è un rapporto ambiguo che “esplode” durante un viaggio a Belgrado, scandito da avventure memorabili e amare scoperte. “Soffrire insieme è meno noioso” dice Angela quando tutti i problemi delle quattro amiche vengono a galla, contemporaneamente. Le soluzioni appaiono difficili, aggiustare le cose è davvero complicato. Ma nulla è ancora perduto.

Questi giorni celebra l’amicizia, quel legame profondo tra persone che segna in particolare modo il passaggio tra adolescenza ed età adulta. È un inno alla vita, soprattutto se condivisa con le persone giuste. È un incoraggiamento a non farsi sfuggire nulla, a vivere al 100% ogni singolo istante. Prima che tutto cambi. Prima che tutto quello che è stato, diventi qualcos’altro. Questi giorni, non uno nè mille, solo questi… solo questi bastano a lasciare il segno, a cambiare per sempre la rotta. Il messaggio, seppur toccante, non eleva il film a qualcosa di superiore. Buone le performance delle attrici – il cast è quasi tutto al femminile, un po’ meno buono e accattivante lo sviluppo della trama.