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5 dicembre 2018

Walt Disney: un genio non per caso

di Alice Marinello
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Nell’anno in cui Topolino compie novant’anni non possiamo non ricordare il suo creatore: 117 anni fa, proprio il 5 dicembre, nacque Walt Elias Disney.

Tutti conosciamo almeno a sommi capi la storia dell’uomo che ha dato vita all’universo delle fiabe animate. Se così non fosse, la nostra Giulia ci ha offerto uno splendido spaccato della vita di Mr. Disney nell’articolo C’era una volta Walt Disney. 50 anni fa la sua morte.

Nato a Chicago nel 1901, Walt era il quarto di cinque fratelli. Dopo aver modificato la data di nascita sui documenti, riuscì a prendere parte alla Prima Guerra Mondiale come autista di ambulanze sul fronte francese.

Un caso curioso? Forse non tutti sanno che il cognome Disney è l’anglicizzazione di d’Isigny, derivato a sua volta da Isigny-sur-Mer, villaggio della Francia settentrionale, da dove con tutta probabilità la famiglia Disney emigrò verso l’America nell’Ottocento.

Rientrato in patria, Walt riuscì, con non poche difficoltà economiche e diversi fallimenti, a realizzare i primi cortometraggi animati; nel 1928 partorì, con la collaborazione dell’amico e collega Ub Iwerks, il personaggio di Topolino.

Anche in questa occasione, possiamo parlare di un caso insolito, alquanto singolare. Topolino infatti è – passatemi il termine – il remake di Oswald the Lucky Rabbit: con le orecchie ridotte a due cerchi e una coda lunga lunga, Disney ha plagiato se stesso. Ma non senza motivo.

Con Walt Disney non si può parlare di “caso”.
Pensa, credi, sogna e osa” era uno dei suoi motti preferiti insieme a “Se puoi sognarlo, puoi farlo” e “Tutti i nostri sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli”.

Tutte frasi – trovate almeno una volta in certi cioccolatini – che denotano il suo straordinario estro creativo così come la sua voglia di realizzare le proprie idee.

E qui torniamo a noi. Mickey Mouse è un personaggio nato sull’onda di un fallimento: quando nel 1928, forte del successo di Oswald, Disney si reca alla Universal per ottenere maggiori guadagni dalla sua creazione, non solo questi gli vengono negati, ma il giovane Walt viene anche informato che il marchio commerciale del suo personaggio in realtà non gli appartiene.

Eppure lui non demorde e sceglie il rischio: crea un personaggio in tutto e per tutto simile all’altro, ma sperimenta con le tecniche di ripresa e aggiunge il sonoro al corto animato Steamboat Willie. Eccolo, il primo successo della neonata Walt Disney Enterprises, e non è un caso.

Disney é stato uno dei primi a inserire gli effetti sonori e, successivamente, il parlato nei suoi film. La sua originalità gli ha regalato diversi premi per essere stato un pioniere nel campo dell’intrattenimento: con 26 statuette per 59 nomination, Disney detiene tuttora il record assoluto.

Con Mickey Mouse ha avuto inizio il regno di Walt Disney. Un uomo senza il becco di un quattrino – direbbe Zio Paperone – che è riuscito a creare un impero: “Non faccio film per guadagnare soldi. Guadagno soldi per fare film”.

E così è stato: a partire dal primissimo lungometraggio Biancaneve e i Sette Nani del 1937, la Walt Disney Company sforna tutt’oggi cartoni animati per tutti i gusti.

Walt Disney è stato sicuramente un uomo eclettico, un pozzo di idee e, se vogliamo, con il piede in più staffe. Era un illustratore prima che un cineasta, un animatore prima che un imprenditore. Era un uomo di cultura, che ha fatto cultura.

A dimostrazione della sua mentalità poliedrica ci piacerebbe lasciarvi con un cortometraggio iniziato da Mr. Disney insieme all’artista surrealista Salvador Dalì, e ripreso poi dal nipote Roy Edward Disney che l’ha concluso nel 2003. Il risultato è un corto d’animazione che mescola elementi di animazione classica con ritocchi di computer grafica.

Destino – anche il titolo è tutto un programma se pensiamo alla storia di Walt Disney – è il viaggio surreale di una principessa ballerina alla ricerca del suo amore nei surreali spazi del deserto.

Con Walt Disney, l’abbiamo capito, si può parlare solo di “genio”.