Amore, cucina e cinema

31 ottobre 2018

Le Calaveras dolci di Coco

di Anna Martellato
Continua a leggere

Cosa c’è di più divertente e commovente di Coco?
Se non l’avete visto vergognatevi: non si fa. Rimediate subito.

Chiariamoci prima su una cosa: Coco non è il nome del bambino protagonista e neanche il nome del cane pazzo che vedete nel trailer. Per scoprire chi è Coco dovete guardare il film. E munirvi di cleenex.

Precisato questo, Coco narra la storia del piccolo Miguel, un bambino che vuole a tutti i costi diventare un musicista, ma la sua famiglia lo ostacola: “Credo che siamo l’unica famiglia in Messico a odiare la musica, si sfoga il vivace bambino.
Tutto questo perché sulla famiglia Rivera pare aleggi una maledizione che impedisce ai componenti di imbracciare strumenti musicali. Il divieto, imposto decenni prima dalla bisnonna Imelda, non riesce a tenere Miguel lontano da corde e arpeggi. Né lo frena dal venerare e imitare le melodie del suo cantante preferito: il leggendario Ernesto de la Cruz. Destinato a raccogliere l’eredità familiare ed entrare nel business delle calzature, il ragazzino preferirebbe incorrere nell’ira degli antenati piuttosto che incollare suole e lucidare scarpe per la vita.

Nel giorno della festa che celebra i defunti, il Dìa de Los Muertos, Miguel trafuga la chitarra magica appartenuta al suo idolo e finisce in una dimensione tanto fiabesca quanto misteriosa. Il mondo dei morti appare come una gigantesca metropoli verticale: collegata da tram, regolata da uffici e sportelli, e popolata da arzilli scheletri luccicanti. Miguel lo visiterà con la guida dell’affascinante spirito Hector, alla scoperta del segreto che si cela dietro alla sua famiglia. E scoprire così le sue radici.

Coco è un film che esplode di colori, allegria ed emozioni. Proprio come accade in Messico in questi giorni: il Dìa de Muertos, è molto sentito, colorato e festoso.
Alla base infatti c’è un concetto di rinascita. Per questo è una vera festa.

La tradizione in questo giorno vuole decorazioni sulle tombe – che già hanno colori sgargianti di per sé – con fiori arancioni, i tagete, mentre davanti alle lapidi vengono costruiti piccoli “altari” privati e lussureggianti chiamati ofrendas, con oggetti cari al defunto: esattamente come nel film Coco.

Il Dìa de Muertos, proclamato Patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco nel 2008 si lega però anche alla figura delle Calaveras, ovvero i famosi teschi che compaiono in tutte le forme, colori, dimensioni e varianti e che ispirano il film Coco.

Macabri? Tutt’altro! Considerarli tali è un grave errore: le Calaveras in realtà simbolizzano la vita (e vogliono un po’ sdrammatizzare un evento che resta avvolto nel mistero). Quindi se un messicano vi dona un teschio con il vostro nome inciso non offendetevi: è un portafortuna.

E cosa c’è di meglio di una merenda di… Calaveras dolci per festeggiare questo giorno così importante per le nostre culture? L’ispirazione arriva dalla ricetta Bimby, con qualche variante dell’impasto.

Ingredienti per i panini
250 grammi di latte
2 cucchiai di zucchero
20 grammi di lievito di birra fresco
1 uovo
300 grammi di farina di manitoba
200 grammi di farina 00
50 grammi di olio di arachidi
1 pizzico di sale

Ingredienti per decorare
100 grammi di cioccolato fondente a pezzi
confettura di fragole o ciliegie

Preparazione
In una terrina sciogliere latte zucchero e il lievito, mescolando bene. Aggiungere quindi l’uovo, le due farine, l’olio di arachidi e il sale. Impastate bene fino a ottenere un impasto da poter lavorare ancora sul piano di lavoro. Una volta compattato in una palla riponetelo nella ciotola e copritelo con la pellicola: dovrà lievitare per circa 3 ore, sino al raddoppio del volume.
Componete poi le palline (sgonfiate l’impasto lavorandolo velocemente sul piano di lavoro infarinato) e disponetele sulla teglia: distanziatele leggermente tra di loro e prima di infornarle (a 200° per 15 minuti) fatele lievitare ancora per 45 minuti.
Una volta raffreddati i panini passate alla decorazione: spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria. tagliate orizzontalmente i panini fino a due terzi e, in corrispondenza del taglio definite la bocca con uno stecchino intinto nel cioccolato fuso, con trattini verticali che simuleranno la cucitura dello scheletro.
Realizzate poi gli occhi con il cioccolato fuso e lasciate raffreddare in frigorifero per una ventina di minuti. Farcite la bocca del panino con la confettura di fragole.