Amore, cucina e cinema

23 gennaio 2018

Torta persiana sull’Orient Express

di Anna Martellato
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Sono andata a vedere Assassinio sull’Oriente Express. Dopo aver letto, da bambina (a circa dodici anni) i gialli di Agatha Christie, dopo aver visto e rivisto assieme a mio padre (un cultore del genere) i film con il detective belga protagonista dai bizzarri e curatissimi baffi – che la cara vecchia Rete 4 manda ancora in onda nelle prime ore pomeridiane – ho affrontato piena di speranze e con qualche timore il film diretto e interpretato da Kenneth Branagh.

Poteva essere una débacle, poteva essere pretenzioso, poteva essere sfacciato, poteva essere banale e poteva essere mediocre.
Invece Assassinio sull’Oriente Express di Branagh è originale, pieno di ritmo e di colore, impeccabile nei dettagli, spietato e feroce nelle sue inquadrature verticali per rivelare le piccole e le grandi ossessioni, ma anche l’acuta capacità di osservazione e la logica del più grande ispettore di tutti i tempi: Hercule Poirot. Tra cui anche il suo unico, vero punto debole: i dolci.

Così sono andata a sfogliare i libri di ricette, ho cercato senza sosta, guidata dal mio fiuto infallibile, alla ricerca di una ricetta che potesse soddisfare il fine palato dell’ispettore belga. Ma che potesse ricordare le noti suadenti e spezzate dell’Oriente, di Istanbul, città che il nostro conosce bene e da cui sale a bordo del convoglio messo in servizio dalla Compagnie Internationale des Wagons-Lits che collegava Costantinopoli a Parigi.

Sul blog Colazione da Tizi ho trovato lei: la torta persiana all’acqua di rose, pistacchi e mandorle.
Ha tutto: l’acqua di rose ricavata dai boccioli fatta rigorosamente in casa, il cardamomo, i pistacchi e le mandorle. Una consistenza umida, pastosa, che ben si accompagna a una tazza di tè in uno dei vagoni del treno più lussuoso del mondo, in compagnia di insospettabili compagni di viaggio.

Mettetevi comodi, godetevi il paesaggio fuori dal finestrino, leggete Agatha Christie, dunque. E guardatevi sempre alle spalle. Noi ci rivediamo al prossimo omicidio, sul Nilo… ehm, pardon, al prossimo film.

Ingredienti per l’acqua di rose
500 millilitri acqua
50 grammi di boccioli di rosa essiccati

Ingredienti per la torta
6 uova
220 grammi zucchero di canna
250 millilitri yogurt intero naturale
150 grammi semolino
150 grammi farina di mandorle
1 cucchiaino di lievito
100 millilitri latte di mandorla
1 pizzico di zafferano
scorza di un limone bio
2 cucchiai di acqua di rose
60 grammi di pistacchi
semi di 6 bacche di cardamomo

Ingredienti per lo sciroppo alla rosa
125 grammi acqua
125 grammi zucchero di canna
2 cucchiai di acqua di rose
succo di un limone

Preparazione
Metto in infusione i petali di rosa essiccati nell’acqua e porto quasi a bollore: spengo il fornello appena prima. Metto poi un piattino leggermente più piccolo della pentola, in modo che i petali restino sul fondo, e lascio raffreddare completamente. A questo punto filtro e tengo da parte.

Apro le bacche di cardamomo, ne ricavo i semi e li pesto in un mortaio. Trito i pistacchi (ne lascio da parte una manciata per la decorazione) e scaldo il latte di mandorla con lo zafferano. Poi sbatto uova e zucchero fino a ottenere una crema gonfia e chiara, aggiungo lo yogurt e amalgamo bene. Unisco a questo punto la farina di mandorle, il semolino e il lievito, poi i pistacchi tritati, il cardamomo, il latte aromatizzato allo zafferano, la scorza di limone grattugiata e due cucchiai di acqua di rose.

Metto l’impasto in una teglia (diametro 23 cm) ben imburrata sui bordi e con la base rivestita di carta forno. La torta cuoce a 180° per 45 minuti circa, poi ritiro e lascio raffreddare.

Per lo sciroppo all’acqua di rose porto a ebollizione tutti gli ingredienti elencati e faccio sobbollire per 5/10 minuti a fuoco medio. Spennello la torta con lo sciroppo e decoro con pistacchi tritati e petali di rosa.

Buon appetito!

Vi aspetto sul mio blog www.alimentarewatson.com.