Amore, cucina e cinema

16 gennaio 2019

Van Gogh – Sulla soglia della… cucina

di Anna Martellato
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Sono tanti i film dedicati a Van Gogh, tormentato e intenso artista che ha segnato l’arte del Novecento, dando al colore un’impronta seduttiva, decisa, accesa. Inconfondibili le sue pennellate e le linee segmentate che caratterizzano i suoi quadri, come ritroviamo in Notte Stellata oppure Campo di grano con volo di corvi, o ancora nei suoi famosi girasoli.

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità è l’ultima opera a lui dedicata (prima c’è stato Loving Vincent, nel 2017, e prima ancora Van Gogh nel ’91, Vincent&Theo nel ’90, Brama di vivere nel ’56).
Ritorna al cinema e a dargli vita ritorna anche il regista Julian Schnabel. Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità racconta gli ultimi e tormentati anni dell’artista. Un ritratto dell’irrequieto pittore olandese – qui interpretato da un sorprendente Willem Dafoe – dal burrascoso rapporto con Gauguin (Oscar Isaac) nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni.

Perché Van Gogh e la cucina? Perché una ricetta su questo film? Perché il tema del cibo nell’arte non è nuovo, ed è più solido che mai.
Può anche essere spunto per approfondire l’analisi di uno dei suoi capolavori.

I mangiatori di patate, dipinto da Van Gogh nel 1885, non è solo cibo, ma anche denuncia sociale sulle condizioni dei minatori e i lavoratori sfruttati del Borinage (dove Van Gogh studiò teologia e nel 1879 ottenne l’incarico di predicatore libero). Quello è il “cibo dei poveri”. Predominano colori che ricordano la terra, dove la famiglia riunita in quel desco scuro, bruno come la terra che hanno coltivato, è illuminata appena.

Poi c’è il rapporto personale di Van Gogh con il cibo. Lo svela Let’s Bake Art, libro della giornalista argentina Mariapia Bruno, e quella è una storia più felice. Lì scopriamo che per Van Gogh la cucina era un rifugio di creatività. Soprattutto amava le cipolle, che per il suo palato si trasformavano in un cibo raffinato: le amava caramellate.

Quale ricetta può mai ispirare la vita del grande artista, rendendo omaggio alle sue opere come il film al cinema?
Questa: Potage Parmentier al curry con cipolle caramellate.

Ringrazio la masterchef Ilenia Bazzacco, che è sempre felice quando la chiamo sull’orlo di una crisi di nervi, perché ho deciso di cucinare una ricetta con questi ingredienti e, dato che sono particolarmente testarda, non voglio demordere dal mio intento.

La base, ovvero la Parmentier, è una crema di patate, uno dei più noti piatti della tradizione culinaria francese, preparato con ingredienti semplici: porri, patate e panna.
A questa vellutata delicata aggiungeremo una sferzata di sapore (e di colore): il curry. Creeremo delle pennellate con il curry che ricordano i girasoli dei suoi quadri. Perché mica ci piacciono le cose scontate, a noi.
Infine, adageremo degli sfilacci di cipolle caramellate, come piacevano a lui, che ricordano il blu viola della notte come nei suoi quadri.
Pronti?

Ingredienti per il Potage Parmentier
250 grammi di porri
750 grammi di patate
200 grammi panna fresca liquida
500 millilitri di brodo di carne
sale e pepe nero q.b.
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di curry

Ingredienti per le cipolle caramellate
20 millilitri di olio extravergine d’oliva
2 cipolle rosse grandi
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio aceto balsamico
poco sale

Preparazione

Pulite, lavate e tagliate grossolanamente le patate e a rondelle i porri. Fate rosolare i porri con 3 cucchiai d’olio, quindi aggiungete un mestolo di brodo e lasciateli appassire (5 minuti basteranno).
Aggiungete le patate e coprite le verdure con il brodo rimasto a filo. Aggiustate di sale e pepe e continuate la cottura finché le patate non saranno morbide.

Nel frattempo preparate le cipolle caramellate: tagliate a fette le cipolle e fatele cuocere per alcuni minuti in una padella con poco olio, finché non saranno appassite. Poi aggiungete un cucchiaino di zucchero e dopo, quando lo zucchero sarà sciolto, un cucchiaio di aceto balsamico di qualità. Aggiustate di sale (poco).

Ritorniamo al potage:
A cottura ultimata, frullate il tutto utilizzando un frullatore ad immersione, unite la panna e mescolate con cura per amalgamare tutti gli ingredienti.
Mettete una piccola parte del potage ottenuto (bastano due mestoli) in un pentolino antiaderente e continuate per qualche minuto la cottura a fuoco basso, aggiungendo a mano a mano il curry.

Adesso creiamo il nostro quadro.
Impiattiamo la crema di patate in un piatto fondo e poi, con la parte più colorata in cui abbiamo aggiunto il curry “dipingiamo” il potage che è di base più chiaro. Fidatevi di voi, non abbiate paura e ispiratevi ai girasoli di Van Gogh.
Per finire, riprendente le cipolle caramellate, che adagerete sulla superficie del potage. Van Gogh sarebbe orgoglioso del risultato così colorato, speziato e deciso.
L’arte in tavola (e al cinema) è servita. Buon appetito!