Dalla carta alla pellicola

19 dicembre 2018

Emily Bronte: una vita tempestosa

di Francesco Farsoni
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Il 19 dicembre ricorre il 170esimo anniversario della scomparsa di Emily Bronte, inquieta e fragile scrittrice le cui opere hanno lasciato un’impronta profonda nella letteratura di ogni tempo e conquistato generazioni di lettori e lettrici per la forza e la passione che ne caratterizza i personaggi e le turbinose e cupe atmosfere gotiche delle quali sono intrise le vicende in esse narrate.

Anche noi di vogliamo tributare omaggio a questa donna il cui spirito sembra aleggiare ancora sulle cupe brughiere, le dirotte scogliere, le lande battute dal vento che Emily Bronte ha saputo descrivere così bene nelle pagine dei propri scritti.

Qualche cenno biografico potrà aiutarci a tratteggiare e comprendere meglio questa Figura complessa e affascinante, questa Giovane che, assieme alle sorelle, fece della scrittura la propria ragione di vita.

Quinta di sei figli, Emily, nacque a Thorton, nello Yorkshire, il 30 luglio 1818.
Nel 1820 la famiglia, composta oltre che da Emily anche dalle sorelle Charlotte, Anne, Elizabeth, Maria e dal fratello Branwell, si trasferì a Haworth dove il padre, rimasto vedovo, assunse la carica di vicario.
Inviate successivamente a frequentare la Clergy’s Doughter School di Cowan Bridge, Emily, Charlotte, Elizabeth e Maria soffrirono molto per le durissime condizioni di vita che regnavano nell’ambiente bigotto e malsano del collegio; la morte di Elizabeth e Maria per tubercolosi indusse il padre a riportare a casa Emily e Charlotte la cui salute rimase, però, gravemente minata.

La scrittura, per la quale dimostrarono un talento assai precoce, divenne l’unico rifugio delle giovani sorelle e la loro unica via d’uscita dal gretto ambiente nel quale vivevano come dimostrano anche Young men, Our Fellows e Tales of Islanders, cicli di racconti fantastici che scrissero insieme.

La tremenda esistenza condotta al collegio ispirò a Charlotte Jane Eyre un capolavoro assoluto; mentre Emily, che nel 1838, era divenuta insegnante presso la Law Hill School ad Halifax, riuscì a scrivere diverse poesie che verranno pubblicate sotto pseudonimo, assieme a quelle scritte dalle sorelle, come Poems by Currier, Alice and Acton Bell. Nel 1847, sulla scia del grande successo di Jane Eyre, vennero pubblicati anche il suo Cime Tempestose e Agnes Grey, romanzo della sorella Anne.

Purtroppo la tubercolosi contratta alla scuola di Cowan stroncò prematuramente Emily Bronte il 19 dicembre 1848.
Ma resta ancora oggi indimenticabile questa grande e sfortunata scrittrice vittima, forse, della rigidità di quell’epoca vittoriana nella quale si trovò a vivere.

L’opera di Emily Bonte non ha mancato di catturare l’attenzione del cinema e di stabilire un ottimo feeling con la macchina da presa. Tantissime le trasposizioni cinematografiche di Cime Tempestose. Il grande romanzo incontra  la celluloide nel 1939 per la prestigiosissima regia di Billy Wyler. Ai suoi ordini un cast di prim’ordine con Laurence Olivier e David Niven. La pellicola si aggiudicherà l’oscar nel 1940 per la miglior fotografia e avrà svariate nomination.

Nel 1954 è, invece, Louis Bunuel a portare sul grande schermo il celeberrimo romanzo. Ai suoi ordini Irasema Dilian e Jorge Mistral. Nel 1970 è Robert Fuest ha riproporre il film, nel cast Timothy Dalton e Anne Calder Marshall.

Del 1992 è Cime Tempestose di Peter Kosminsky con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.

Il felice rapporto tra il romanzo della Bronte e il cinema prosegue anche in anni recenti: nel 2011 viene riproposto dal regista Andrea Arnold con Kaya Scodelario e James Howson.

Nel 2004 è stata realizzata una miniserie televisiva italiana per la regia di Fabrizio Costa con Alessio Boni, Anita Caprioli, Franco Castellano, remake della miniserie televisiva RAI del 1956 diretta da Mario Landi con Massimo Girotti e Anna Maria Ferrero.