Dalla carta alla pellicola

7 novembre 2018

Frankenstein: 200 anni di terrore

di Francesco Farsoni
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Ricorre quest’anno il bicentenario della prima pubblicazione di Frankenstein o il Moderno Prometeo. Opera della grande scrittrice Mary Shelley, il romanzo, pietra miliare del genere gotico, e, a buon diritto, uno dei più celebri della letteratura di ogni tempo.

Fu steso fra il 1816 e il 1817 e pubblicato per la prima volta nel 1818, per poi essere ristampato in seconda edizione, con alcune modifiche apportate dalla stessa autrice, nel 1831.

Il romanzo narra le vicende del dottor Victor Frankenstein, eccentrico scienziato che, nel tentativo di dominare forze oscure e insondabili e di sfidare le leggi della Natura e Dio stesso, crea un mostro: la creatura verrà chiamata con il nome del suo creatore e identificherà, agli occhi del pubblico, il romanzo che darà alla sua autrice fama immortale.

Il personaggio del mostro di Frankenstein è assurto in certa misura alla statura di mito, divenendo il simbolo delle paure più profonde che agitano l’animo umano: un mostro generato da una cieca fiducia nella tecnica e nelle capacità umane che portano l’uomo a credersi onnipotente e, come Prometeo, il mitico eroe greco che sottrasse il Fuoco agli dei, a sfidare Dio sostituendovisi.

Qualche breve cenno sulla stesura e sulla genesi dell’opera può far comprendere meglio l’ambiente e le circostanze che ispirarono l’autrice. Nel maggio 1816, Mary Shelley e il marito trascorsero alcuni mesi presso Ginevra nella villa della sorella di lei. Forzati dal cattivo tempo a rimanere in casa i letterati passano lunghe ore leggendo storie gotiche e discutendo sulla vita e sulla natura con particolare attenzione al galvanismo dottrina che indagava le possibilità di assemblare una creatura e far scaturire in lei la vita. Tali argomenti turbinarono nella mente della giovane scrittrice e la ispirarono nella stesura del celeberrimo romanzo. Per quanto concerne la figura centrale, il dottor Frankenstein, essa pare ispirata ad un medico tedesco noto per i suoi esperimenti.

Conquistate generazioni di lettori in forza delle tematiche trattate e dell’atmosfera gotica che lo pervade accompagnando il lettore nel “cuore di tenebra” dell’animo umano, il romanzo, e soprattutto il personaggio del mostro di Frankenstein, non poteva non stabilire un ottimo feeling anche con la macchina da presa.

Frankenstein (1931)
La prima trasposizione cinematografica di Frankenstein risale al 1910, si tratta del cortometraggio muto Frankenstein diretto da Searle Dawley. Del 1931 è, invece, Frankenstein diretto da James Whale. È questa la prima pellicola nella quale il mostro creato da Mary Shelley viene interpretato dal grandissimo Boris Karloff che legherà per sempre il suo nome alla terribile creatura in forza del grande successo ottenuto. Karloff sarà ancora Frankentsein nel 1935 con La moglie di Frankenstein sempre agli ordini di James Whale e nel 1939 con Il figlio di Frankenstein diretto da Rowland V. Lee.

Frankenstein Junior (1974)
Questa satira sui film horror, ovvero “il” film horror, è diventata un film cult. Diretto nel 1974 da Mel Brooks, la parodia è ricca di dissociazioni e brillanti trovate. Il giovane barone di Frankenstein, erede di un’antica famiglia mitteleuropea, è un appassionato di ricerche scientifiche. Un giorno egli scopre un fluido magnetico grazie al quale, innestando un nuovo cervello in un uomo morto, lo si richiama in vita. Trafugato un cadavere gigantesco e un cervello di essere anormale, il giovanotto effettua l’esperimento e produce un “mostro”. Naturalmente la nuova creatura semina, non appena si muove, terrore e morte; è, tuttavia, vulnerabile nei suoi sentimenti perché incline alla compassione e, soprattutto, all’amore. Le cento avventure porteranno il Mostro a divenire un borghese marito di Elizabeth, ex fidanzata del giovane scienziato; d’altra parte, porteranno a nozze anche il giovane Von Frankenstein con l’assistente Inga. Che dire… Si può fare!

Frankenstein (1994)
In tempi più recenti la sterminata produzione cinematografica sul mostro di Mary Shelley si arricchisce di nuove pellicole quali: Frankenstein di Mary Shelley del 1994 diretto da Kenneth Branagh.

Frankenweenie (2012)
Del 2012 il film in stop motion Fankenweenie, diretto dal visionario Tim Burton, che già si era cimentato con Frankenstein nel 1984. È il racconto di un bambino, Victor, e del suo cane Sparky. Dopo aver inaspettatamente perso il suo adorato cucciolo, il giovane Victor sfrutta il potere della scienza per riportare in vita il suo amico, ma con qualche lieve variazione. Il ragazzo prova a nascondere la sua creazione cucita in casa, ma quando Sparky esce i compagni di scuola di Victor, gli insegnanti e l’intera città scoprono che “tenere al guinzaglio una nuova vita” può essere mostruoso.

I, Frankenstein (2014)
Seguono I, Frankenstein del 2014 diretto da Stuart Beattie, del 2015, invece, Victor, la storia segreta del dottor Frankenstein di Paul McGuigan e Frankenstein di Bernard Rose.

Per celebrare la ricorrenza dei duecento anni dalla prima pubblicazione del romanzo da domenica 4 a venerdì 9 novembre l’Università degli Studi di Verona, in collaborazione con il Comune di Verona organizza Caro Mostro, Duecento anni di Frankenstein evento dedicato al tema della mutazione del corpo umano con il quale s’intende portare Frankenstein nel cuore della città. Ecco la scansione degli eventi previsti nel quadro della manifestazione.
Ecco qui il programma completo dell’evento!