Dalla carta alla pellicola

8 luglio 2019

Hemingway: una penna intinta nella vita

di Francesco Farsoni
Continua a leggere

Il 21 luglio 1899 nasceva a Oak Park, presso Chicago, Ernest Hemingway.

Autore eclettico e sagace è stato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo e la Sua penna, intinta nella vita vissuta, ha lasciato un segno indelebile nella storia della letteratura.

Premio Nobel per la Letteratura nel 1954, ad Hemingway hanno guardato e guardano come ad un punto di riferimento autori e autrici a lui coevi e delle epoche successive.

Tanti, infatti, i suoi racconti e romanzi divenuti pietre miliari della Letteratura, basti ricordare alcuni titoli Il vecchio e il mare, Per chi suona la campana, Addio alle armi, 

Il suo stile letterario, sempre impeccabile e caratterizzato da asciuttezza e essenzialità, riesce a trasmettere al lettore la forza e il vigore che l’autore infonde ai suoi personaggi sempre stoici che sanno dimostrare gentilezza anche sotto pressione.

In esilio volontario a Parigi negli anni ’20 formò parte di quella generazione di autori che Gertrude Stein chiamò “Generazione perduta”.

Ebbe una vita sociale difficile non dimeno raggiunse una vasta popolarità e una intera generazione guardò a lui come ad un mito, a un simbolo.

Oltre al Nobel nel 1954, Hemingway ottenne anche il Premio Pulitzer nel 1953 con il romanzo Il Vecchio e il mare.

Ma chi era Ernest Hemingway? Qualche cenno biografico potrà aiutarci a delineare meglio una delle personalità più complesse che la letteratura abbia mai annoverato.

Il padre Clarence Edmonds è un medico benestante la madre Grace Hall un’aspirante cantante lirica.

Sin dalla più tenera età il giovane Ernest mostrò amore per la Natura e la vita campestre.
La caccia e la pesca furono sue grandi passioni oltre alla boxe.

Durante gli studi, grazie all’incoraggiamento degli insegnanti, nacque in lui la passione per la letteratura che lo portò a scrivere racconti e articoli di cronaca. Dopo gli studi s’impiegò come cronista per quotidiani locali.

Arruolatosi come volontario combatté nella prima guerra mondiale sul fronte italiano come autista ARC. Fu destinato a Schio presso il monte Pasubio e fu anche a Milano.

Terminata la guerra rientrò in America dove diede conferenze e raccontò la sua esperienza e continuò la collaborazione con i giornali per cui scrisse articoli iniziando la propria attività letteraria.

Grande la fama raggiunta con i suoi racconti e romanzi molti dei quali attrassero l’attenzione della macchina da presa divenendo pietre miliari della cinematografia; da Il vecchio e il mare con Spencer Tracey a Per chi suona la campana con Gary Cooper e Ingrid Bergman sino ad Addio alle armi con Rock Hudson e Vittorio De Sica – per citare solo i più noti.

Gli anni della seconda guerra mondiale non furono facili per lui segnati da problemi familiari e di salute.

Continuò comunque il successo letterario. Nel 1947 ricevette la Bronze Star per i servizi resi come corrispondente di guerra.

Nel 1954 il Premio Nobel ma il successo non gl’impedì di cadere in un grave stato depressivo che, unitamente a vari problemi di salute lo condusse al suicidio il 2 luglio 1961.