Dalla carta alla pellicola

25 luglio 2018

Papillon: dalla realtà alla carta e alla pellicola

di Francesco Farsoni
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Biografia dell’autore, Henri Charrière e pubblicato 1969, Papillon deve il titolo al soprannome con cui il protagonista viene designato dai compagni in virtù del tatuaggio a forma di farfalla che questi sfoggia sul petto.
Il film narra della drammatica prigionia dello stesso Charrière nella colonia penale della Guayana francese dove viene rinchiuso per un crimine non commesso.

Così il libro…
Attraversando un periodo di circa 14 anni dal 1931 al 1945, il libro offre un minuzioso resoconto della durezza delle condizioni di vita alle quali i detenuti sono sottoposti e della fuga finale di Charrière dalla terribile prigione.
Dal romanzo emerge una descrizione secca e amara dell’ambiente nel quale il prigioniero si trova a vivere ma soprattutto e delle persone che lo circondano.
Di pagina in pagina, si delinea, tuttavia, soprattutto il ritratto dell’autore quale uomo caparbio, deciso a prendersi la sua rivincita contro l’isola che lo tiene prigioniero, contro un ambiente dalle regole spietate e regolato da meccanismi infami ma anche contro una giustizia cieca e ingiusta che, innocente, lo ha condannato. Tutto ciò si concretizzerà nella fuga che Papillon riuscirà a realizzare riconquistando la propria libertà.
Il romanzo ha avuto un immediato successo e ha contribuito ad aprire un vivace dibattito in Francia e in Europa circa la durezza delle condizioni carcerarie.

…così il film
Per la durezza e la delicatezza dei temi trattati che lo hanno portato a farsi grido di rivendicazione dell’umana dignità e di protesta sociale, il romanzo non poteva non attrarre l’attenzione della macchina da presa.
Un primo adattamento cinematografico dell’opera di Charrière è del 1973 con il film Papillon diretto da Franklin J. Schaffner agli ordini del quale si schierò un cast di assoluto pregio che annoverò Steve McQueen e Dustin Hoffmann. Il film ha lasciato una traccia importante nella storia del cinema.

Di recente è uscita nella sale una nuova trasposizione cinematografica del libro, diretta da Michael Noer al suo esordio alla regia e interpretata da Charlie Hunnam (Civiltà perduta, King Arthur) e Rami Malek (Need for speed, The Master).
Un regista esordiente chiamato a dirigere un cast di pregio. Una sfida di sicuro interesse per una pellicola che lascerà, ancora una volta, un segno.