Dalla carta alla pellicola

24 settembre 2018

Ricordando Fitzgerald, da Il grande Gatsby a Tenera è la notte

di Francesco Farsoni
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Il 24 settembre ricorre l’anniversario della nascita di Francis Scott Fitzgerald, uno degli autori americani più significativi del ventesimo secolo.
Anche noi di APP al Cinema vogliamo tributare omaggio a una figura che, con la sua opera, ha profondamente segnato la cultura e la letteratura del proprio tempo, la cosiddetta Jazz age, e delle epoche che lo hanno seguito.

Scrittore e sceneggiatore, Fitzgerald ci ha lasciato quattro romanzi, più un quinto incompiuto. Molti, e attuali, anche i suoi racconti che fanno perno sul tema della giovinezza, della disperazione e del disagio esistenziale che, allora come oggi, caratterizza le giovani generazioni.

Nel 1920 pubblica, dopo alterne vicende, il suo primo romanzo Di qua dal Paradiso che riceve ottime critiche e segnerà un grande successo. Di lì a poco esce anche la prima raccolta di racconti, Maschiette e filosofi caratterizzata da uno stile leggero e cinico, e che riscuote grande successo fra i giovani.

Trasferitosi a New York, in Long Island a Great Neck, dà alle stampe il suo secondo romanzo Belli e dannati cui segue la seconda raccolta di racconti Racconti dall’Età del Jazz e la prima commedia Il Vegetale o dal Presidente al Postino.


Tom Hiddleston come Scott Fitzgerald in Midnight in Paris (2011) di Woody Allen

Trasferitosi a Parigi con la famiglia nel 1925 pubblica Il grande Gatsby. Ispirato all’ambiente della Grande Mela, il romanzo è oggi considerato il suo capolavoro. Ma non riceve, all’epoca, buona accoglienza. Del 1934, invece, il romanzo Tenera è la notte.

Seguono anni di crisi familiare, finanziaria e lavorativa ripresosi dai quali, Fitzgerald lavora come sceneggiatore a Hollywood collaborando a diverse pellicole tra le quali Donne del regista George Cukor e Tre Camerati, ma la collaborazione s’interrompe causando a Fitzgerald una nuova crisi dalla quale lo scrittore esce disincantato e fragile. Ciò non gl’impedisce d’iniziare il suo ultimo romanzo The last tycoon- Gli ultimi fuochi.

Per la sua esuberanza ed ecletticità l’opera di Fitzgerald non tarda a stabilire un ottimo feeling con la macchina da presa. È del 1926 la trasposizione cinematografica de Il grande Gatsby: il romanzo narra una tormentata storia d’amore nella opulente e chiassosa vita di New York. La prima versione cinematografica è diretta da Herbert Benson e non ancora sonora; nel 1949 è invece Elliot Nugent a riproporre il film. Ai suoi ordini Alan Ladd e Betty Field. In anni più recenti il romanzo è stato portato sul grande schermo da Baz Lurmhan nel 2013 con Leonardo DiCaprio e Carey Mulligan.


Leonardo DiCaprio come Jay Gatsby ne Il grande Gatsby (2013) di Baz Luhrmann

Una serie televisiva è stata anche dedicata a The Last Tycoon con Matt Boemer e Lily Collins. Così come per Il grande Gatsby, adattato per la tv nel 2000 (nel cast tra gli altri Toni Stephens e Mira Sorvino). Anche Tenera è la notte ha avuto un felice incontro con la celluloide nel 1962 per la regia di Henry King con Jennifer Jones e Jason Robards.

Qualche cenno biografico per tratteggiare un’esistenza a tratti spumeggiante ma anche segnata dalla disperazione, dal disincanto e dalla delusione.
Fitzegerald nacque nel Middle West il 24 settembre 1896 da Edward e da Mary McQuillan. L’ambiente familiare era irrequieto benché relativamente benestante. Compiti i primi studi e avvicinatosi al mondo della scrittura s’iscrisse all’Università di Princeton, momento per lui fondamentale. Partecipò quindi alla prima guerra mondiale. Dopo alterne vicende sposò Zelda Sayre che gli darà il figlio, Scottie, ma l’unione fallirà per i problemi mentali della donna. Fitzgerald passò diversi periodi di crisi e malattia fra miseria e alcolismo. Morì il 21 dicembre 1940 in seguito ad un attacco cardiaco mentre attendeva alla stesura di The last Tycoon.