Dalla carta alla pellicola

9 settembre 2018

Un omaggio a Cesare Pavese: 110 anni dalla nascita

di Francesco Farsoni
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Il 9 settembre ricorrono i 110 anni dalla nascita di Cesare Pavese, scrittore, poeta, saggista e critico letterario.

Anche noi di APP al Cinema vogliamo ricordare e rendere un doveroso tributo ad una delle più grandi figure della letteratura e del pensiero italiano ed europeo del ventesimo secolo.
La sua angoscia esistenziale, la sua affannosa ricerca intellettuale e il suo appassionato impegno politico, sociale e culturale ne fanno un personaggio di grandissima attualità in quanto esempio al quale non può mancare di riferirsi l’intellettuale di questo nostro tempo complesso.

Pavese ha lasciato, attraverso la sua profonda riflessione, non solo una possibile chiave interpretativa delle pulsioni e dei sentimenti profondi che agitano e scuotono l’animo umano nel duro cammino dell’esistenza, ma anche gli strumenti per avviare un dialogo costruttivo e fecondo con la società. Lo sguardo timido, ma intenso e appassionato con cui Pavese ha osservato il mondo del suo tempo attraversa tutta la sua opera.

Tante, infatti, le opere di Pavese, in lirica e in prosa, divenute pietre miliari della cultura italiana ed europea. La luna e i falò, Paesi tuoi, Lavorare stanca, i romanzi Il Carcere, rendiconto del confino subito come antifascista, Il diavolo sulle colline, Il Compagno, Tre donne, La casa in collina e moltissime altre.

Preziosissimo il suo contributo anche nelle traduzioni di numerose opere e classici della letteratura inglese quali Moby Dick di Hermann Melvil, Il ritratto dell’Artista da giovane di James Joyce, Moll Flanders di Defoe e numerosissime altre.

Alle sue opere La luna e i falò e Dialoghi con Leucò è ispirato il film Dalla nube alla Resistenza del 1979 diretto da Jean Marie Straub e Danièle Huillet con Olimpia Carlisi, Walter Pardini, Gino Felici.
Divisa in due parti la pellicola argomenta come l’evolversi della storia umana affondi le proprie radici nel mito.

Anche diversi romanzi tradotti da Pavese hanno avuto fortunate trasposizioni cinematografiche come Moby Dick, portata sul grande schermo da John Huston nel 1956 con Gregory Peck o Moll Flanders che, invece incontra la macchina da presa nel 1996 per la regia di Pen Densham con Morgan Freeman e Robin Wright.

Numerose versioni cinematografiche anche per David Copperfield di Dickens come quella diretta, nel 2000, da Peter Medak con Hugh Dancy e Sally Field.

Qualche cenno biografico può aiutarci a delineare meglio i tratti salienti di una esistenza pienamente vissuta e sofferta.
Cesare Pavese nacque nei pressi di Cuneo da Eugenio e Consolina Mesturini. Nonostante l’agiata condizione economica non ebbe un’infanzia felice a causa di problemi familiari.
Morto il padre nel 1914, la madre crebbe da sola lui e la sorella e la severa educazione ricevuta contribuì a formare il carattere introverso e instabile del giovane Cesare.

Compì gli studi fra il cuneese e Torino. In questi anni strinse amicizia con numerosi intellettuali di spicco e area antifascista. Iscrittosi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Torino, continuò a scrivere e a studiare accanitamente la lingua e la letteratura inglese e americana a cui riservò sempre grande passione.

Nel 1933 per poter insegnare alle scuole pubbliche si iscrisse, controvoglia, al partito fascista, gesto che compì forzatamente dietro le insistenze della sorella e del cognato. Iniziò intanto una collaborazione con la rivista La Cultura patrocinata da Luigi Einaudi. Nel 1935 venne arrestato per attività antifascista e condannato al confino a Brancaleone Calabro.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale si iscrisse al Partito Comunista e collaborò con l’Unità dove conobbe Italo Calvino. Nel 1950 gli venne assegnato il Premio Strega ma il prestigiosissimo riconoscimento non riuscì a sottrarlo al gorgo di una depressione oscura e terribile dovuta ad incomprensioni con l’ambiente cultural-politico di riferimento e delusioni amorose. Depresso e frustrato, Pavese si tolse la vita a Torino il 26 agosto 1950.