Dalla carta alla pellicola

22 maggio 2019

Victor Hugo, letteratura da cinema: genesi di Joker e altre storie

di Francesco Farsoni
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Il 22 maggio ricorrono i 115 anni dalla scomparsa del grande scrittore, poeta e drammaturgo francese Victor Hugo.

E allora? Cosa ha a che vedere Hugo con il cinema? Più di quanto sospettiate. Avete presente Joker, nemesi di Batman? Leggete e saprete.

Victor Hugo, una delle più significative della storia della letteratura mondiale, è ricordato per i suoi capolavori: I Miserabili e Notre Dame de Paris, che hanno conosciuto una seconda vita anche al cinema. Ma sono molte altre le opere del grande letterato francese che hanno fatto la storia. Anche del cinema.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire chi è Victor Hugo.

Considerato il fondatore del Romanticismo francese, Hugo fu attivo anche in politica e nei diritti umani.
Hugo nasce il 26 febbraio 1802 a Besançon e dopo alterne vicende legate a vicissitudini familiari che lo vedono soggiornare anche in Italia, frequenta studi tecnici a Parigi, entrando in contatto con il mondo letterario e giornalistico.

Sposatosi nel 1822 e nel 1827 compone il dramma Cromwell, considerato il Manifesto del Romanticismo e la cui pubblicazione è ritenuta momento fondativo del movimento romantico.
Seguono anni di feconda creatività per lo scrittore: del 1831 scrive infatti il romanzo Notre Dame de Paris, accolto da grandissimo successo e compone, inoltre, varie raccolte poetiche.
L’opera più famosa di Victor Hugo è, però, I Miserabili. Pubblicato nel 1862, il romanzo è considerato un assoluto capolavoro della letteratura europea e mondiale.

Dopo diverse vicissitudini dovute anche al suo impegno politico (che lo porteranno anche all’esilio) rientrerà in Francia alla caduta di Napoleone III. Riprende la produzione letteraria con diverse opere fra le quali Novantatrè e Torquemada. Morirà il 22 maggio 1885.

La produzione di Victor Hugo è vastissima e tante sono le sue opere che hanno attratto l’attenzione della macchina da presa.

I Miserabili è fatto oggetto di innumerevoli trasposizioni cinematografiche sin dagli anni ’30. Nel 1998 è il regista Billie August a portare sullo schermo il grande romanzo. Imponente il cast con Liam Neeson (Schindler’s List, The Mission) e Uma Thurman (Pulp Fiction, Kill Bill).

Del 2000 è invece la miniserie televisiva I Miserabili con Gérard Depardieu (Colombo, il Conte di Montecristo).

Varie anche le trasposizioni di Notre Dame de Paris sin dagli albori dell’era cinematografica. Altrettanto famosi anche il lungometraggio a cartoni animati della Disney e grande il successo della trasposizione teatrale dell’opera nello spettacolo Notre Dame de Paris con le musiche di Riccardo Cocciante e il libretto di Luc Plamondon.

Un altro romanzo portato sul grande schermo è I lavoratori del mare, del 1953 la versione intitolata Gli sparvieri dello stretto per la regia di Raoul Walsh.

Varie volte adattato per il cinema anche L’uomo che ride trasposto nel film di Jean Paul Ameris del 2012 e in Black Dahlia di Brian de Palma del 2006: qui, la figura dell’uomo che ride ha un ruolo chiave per risolvere il caso.

Ma non è tutto. Ricordate Joker di Batman, vero? È a L’uomo che ride che i creatori di Joker si sono ispirati.

Nel romanzo di Hugo l’uomo che ride non è un villain ma una figura positiva: è il protagonista Gwynplaine, abbandonato da piccolo e che ha una deformità, una lesione. Una sorta di ghigno permanente. Nel 1940, il disegnatore di fumetti Bob Kane e lo scrittore Bill Finger usarono il ritratto che Conrad Veidt aveva dato di Gwynplaine come ispirazione per la creazione di Joker, nemesi di Batman.

La somiglianza tra Gwynplaine e Joker è visiva: il fisico slanciato e quel sorriso grottesco.

Inoltre, L’uomo che ride è inoltre il nome di un personaggio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex creata da Masamune Shirow.