Film di qualità

20 giugno 2017

Lady Macbeth: antieroe al femminile

di Filippo Baracchi
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Il regista teatrale inglese William Oldroyd adatta Lady Macbeth del Distretto di Mcensk, romanzo dei primi del Novecento dell’autore russo Nikolaj Leskov. Si tratta della storia di una giovane moglie di un uomo aristocratico, che si innamora di un servo del suocero, mentre il marito è lontano da casa.

Il film, in sala dal 15 giugno grazie a Teodora Film, è una tragedia d’amore ambientata nelle brughiere inglesi con protagonista la giovane attrice inglese Florence Pugh.

L’associazione al Macbeth di Shakespeare risulta prevedibile, ma si dimostra in questo caso sbagliata. La tragedia in questione non è infatti quella di Shakespeare ma di Leskov, scrittore russo dei primi del Novecento. Il romanzo, che si svolge nella Russia dell’Ottocento, concentra la propria attenzione su una donna sofferente e sottomessa alle volontà del suocero e del marito. Oldroyd decide di ambientare la medesima storia nel contesto inglese, mantenendo però il riferimento temporale.

La tragedia, genere antico e articolato, richiede profonda conoscenza del contesto sociale e del particolare storico.

Oldroyd delinea già dalle scene iniziali gli ambienti e gli scenari della vicenda, cercando di creare il montaggio attraverso quadri pittorici in cui gli attori si muovono e agiscono in rituali domestici e privati. E’ inevitabile il riferimento fotografico alla pittura scandinava. Questo è visibile sopratutto nell’attenzione al dettaglio, composto con precisi elementi di scenografia e costume, che ricordano la camera oscura usata dal pittore Vermeer.

Lo stile può inoltre ricordare, attraverso le inquadrature fisse, le prime trasposizioni del cinema muto.

La semplicità formale delle scene si scontra con la complessa descrizione della protagonista: Lady Macbeth è una donna forte e irremovibile che, diventata nobile grazie al matrimonio, vuole imporre la sua visione sul mondo. Una donna che, compiendo una serie di omicidi, diventa anti-eroina in un sistema nobiliare patriarcale e maschilista.

La pungente ironia sulla società russa del teatro di Leskov diventa in Oldroyd un attento ritratto delle abitudini e degli usi della società occidentale. Ormai basata su forme e abitudini vuote, la società cancella le possibilità di speranza dei più deboli mentre rafforza i privilegi e le posizioni dei più forti, se non dei più ricchi.

In questo scenario si staglia l’amore libero, puro e autentico fra Lady Macbeth e il suo stalliere Sebastian.

Il critico dice: cult.